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Leone XIV e il nodulo al polmone, da Pio XI a Francesco: un secolo di malattie che hanno segnato i Papi

Nel Novecento la salute dei Pontefici è passata gradualmente dalla riservatezza degli appartamenti vaticani alla comunicazione pubblica di diagnosi, interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri

Leone XIV e il nodulo al polmone, da Pio XI a Francesco: un secolo di malattie che hanno segnato i Papi
Papa Francesco

Nel Novecento la salute dei Pontefici è passata gradualmente dalla riservatezza degli appartamenti vaticani alla comunicazione pubblica di diagnosi, interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri. Per lungo tempo, le condizioni fisiche del Papa furono trattate con estrema discrezione, mentre il progresso della medicina e la crescente attenzione dei mezzi di informazione hanno progressivamente modificato questo approccio.

Da Pio XI a Giovanni XXIII: le malattie nella riservatezza vaticana

Pio XI morì il 10 febbraio 1939, a 81 anni, dopo un progressivo peggioramento delle condizioni di salute. Negli anni successivi, la sua morte alimentò ricostruzioni controverse, anche in relazione ai rapporti con il regime fascista. Tra le ipotesi circolate vi fu quella di un avvelenamento, mai dimostrata da prove conclusive. Il suo successore, Pio XII, morì il 9 ottobre 1958 a Castel Gandolfo, dopo una lunga fase di declino fisico. Negli ultimi giorni fu assistito dal medico personale Riccardo Galeazzi-Lisi, finito al centro di forti polemiche per aver diffuso fotografie del Pontefice morente e per aver adottato un controverso metodo di imbalsamazione, che contribuì al deterioramento della salma. Con Giovanni XXIII, eletto nel 1958, emerse con maggiore evidenza il problema delle malattie oncologiche. Angelo Giuseppe Roncalli soffriva di un tumore allo stomaco, diagnosticato quando la malattia era già in fase avanzata. Le sue condizioni peggiorarono progressivamente nel 1963, ma il Papa continuò a svolgere parte dei suoi impegni fino a quando le forze glielo consentirono. Morì il 3 giugno dello stesso anno, a 81 anni, in un’epoca in cui le possibilità terapeutiche contro i tumori erano ancora limitate.

Paolo VI e Giovanni Paolo I: interventi e interrogativi

Paolo VI fu sottoposto il 4 novembre 1967 a un intervento di prostatectomia per un’ipertrofia prostatica. L’operazione venne eseguita in una sala chirurgica allestita negli appartamenti pontifici, senza trasferire il Pontefice in ospedale. La Sala stampa vaticana diffuse aggiornamenti sul decorso postoperatorio. Negli anni successivi, l’età e i problemi fisici lo costrinsero a ridurre progressivamente gli impegni. Morì il 6 agosto 1978 a Castel Gandolfo, dopo un aggravamento delle condizioni generali. Ancora oggi, la morte improvvisa di Giovanni Paolo I resta uno degli episodi più discussi della storia recente della Chiesa. Eletto il 26 agosto 1978, Albino Luciani morì il 28 settembre, dopo appena 33 giorni di pontificato. La causa del decesso fu generalmente attribuita a un infarto, ma l’assenza di un’autopsia e le incertezze iniziali nella comunicazione ufficiale alimentarono dubbi e ricostruzioni alternative, senza che emergessero prove conclusive a sostegno di ipotesi di complotto. Prima dell’elezione, Luciani aveva già affrontato diversi problemi di salute, tra cui disturbi circolatori e interventi chirurgici.

Giovanni Paolo II, la svolta dopo l’attentato

Con Karol Wojtyła, eletto nel 1978, la salute del Pontefice entrò stabilmente nell’informazione internazionale. Il 13 maggio 1981, dopo essere stato ferito dai colpi di pistola sparati da Mehmet Ali Ağca in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II fu trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma. L’attentato segnò una svolta nel rapporto tra il Vaticano, la medicina e i mezzi di informazione. Negli anni successivi, il Papa affrontò numerosi ricoveri e interventi. Nel 1992 fu operato al colon per la rimozione di un tumore benigno e di alcuni calcoli alla cistifellea. Seguirono una frattura del femore, problemi articolari e altre complicazioni che limitarono progressivamente la sua mobilità. Negli ultimi anni del pontificato, il Parkinson rese sempre più difficile parlare e camminare. Wojtyła scelse comunque di continuare a mostrarsi in pubblico, senza nascondere i segni della malattia. Morì il 2 aprile 2005, a 84 anni, dopo un progressivo deterioramento delle condizioni generali e gravi complicazioni respiratorie.

Benedetto XVI, la rinuncia legata all’età

Joseph Ratzinger, eletto nel 2005 con il nome di Benedetto XVI, affrontò soprattutto le difficoltà legate all’età avanzata. Prima dell’elezione aveva subito un ictus nel 1991, che aveva compromesso la vista dell’occhio sinistro, e conviveva con un pacemaker. L’11 febbraio 2013 annunciò la rinuncia al ministero petrino, motivandola con il venir meno delle forze necessarie per esercitare adeguatamente il proprio incarico. Una decisione senza precedenti nella storia recente della Chiesa, legata alla valutazione delle proprie condizioni fisiche e della capacità di sostenere gli impegni del pontificato. Benedetto XVI morì il 31 dicembre 2022, a 95 anni, nel monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano.

Francesco, i ricoveri e le ultime complicazioni

Jorge Mario Bergoglio, eletto nel marzo 2013 con il nome di Francesco, ha affrontato numerosi problemi di salute durante il pontificato. Nel 1957, a 21 anni, dopo una grave polmonite, gli fu asportata una parte del polmone destro. Negli anni successivi soffrì di sciatalgia e nel 2019 si sottopose a un intervento per la cataratta.

Il primo ricovero importante del pontificato risale al 4 luglio 2021, quando fu operato al Policlinico Gemelli di Roma per una stenosi diverticolare sintomatica del colon. L’intervento comportò l’asportazione di un tratto del colon sinistro e fu seguito da dieci giorni di degenza. Nel marzo 2023 Francesco fu ricoverato per una bronchite infettiva. Nel giugno dello stesso anno tornò al Gemelli per un intervento di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi, necessario a trattare un laparocele incarcerato che provocava episodi di occlusione intestinale. Il ricovero durò nove giorni.

Negli ultimi anni, i dolori al ginocchio e le difficoltà motorie lo costrinsero a utilizzare sempre più spesso una sedia a rotelle o un bastone. Il quadro clinico si aggravò nel febbraio 2025, quando fu ricoverato per una bronchite con infezione polimicrobica, evoluta in una polmonite bilaterale. La degenza al Gemelli, iniziata il 14 febbraio, si concluse il 23 marzo, dopo settimane di cure e momenti critici. Il 6 aprile 2025, ancora in convalescenza, Francesco si affacciò in piazza San Pietro al termine della Messa per il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità. Morì il 21 aprile 2025, a 88 anni, nella sua residenza in Vaticano.