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Cronache

Il Papa ha detto: "Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione". E ancora: "Una bella omelia, una vera omelia, deve cominciare col primo annuncio, con l'annuncio della salvezza. Non c'è niente di più solido, profondo e sicuro di questo annuncio... l'annuncio dell'amore salvifico di Dio... “. Ed ecco cosa scrivevo (ma non è la sola volta!) nell’aprile del 2010: “ La Chiesa non si accorge che così facendo, si allontana sempre più e dal Vangelo e dalla gente, e soprattutto dalle donne, che definisce disinvoltamente assassine, qualora esse abortiscano anche per estrema necessità. Gesù predicava l'amore per le persone, la Chiesa predica l'amore per l'embrione, e se n'è fatta un'ossessione, così come si è fatta un'ossessione della procreazione artificiale, e delle unioni fra omosessuali, del testamento biologico, e via di seguito. Ma c'è proporzione tra il fiume di parole su questi argomenti, e le parole a favore dei 100 milioni nel mondo di bambine costrette a lavorare, o sfruttate nel commercio sessuale minorile? C'è proporzione tra il parlare della Chiesa a favore dell'embrione, e il parlare a favore delle donne nel mondo maltrattate, ferite, e uccise dagli uomini?” (La Stampa; La Repubblica 2 aprile 2010).

Renato Pierri

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