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L’Italia come il Sahara, oggi bollino rosso in 27 città. Il meteorologo: “Abituiamoci, il caldo estremo sarà la nuova normalità”

Quanto ancora durerà il caldo? Purtroppo, ancora molto. Lo dice Edoardo Ferrara, meteorologo di 3Bmeteo, parlando ad Affaritaliani. L’intervista

L’Italia come il Sahara, oggi bollino rosso in 27 città. Il meteorologo: “Abituiamoci, il caldo estremo sarà la nuova normalità”

Italia nella morsa del caldo infinito: 27 città da bollino rosso. Il meteorologo Edoardo Ferrara: “L’estate 2026 sfida il record del 2003”

L’Italia affronta una giornata senza precedenti nell’estate 2026: tutte e 27 le città monitorate dal Ministero della Salute sono in bollino rosso per il caldo. Ma quanto è eccezionale questa ondata? Quali sono le cause e quando arriverà un po’ di sollievo? A fare il punto è Edoardo Ferrara, meteorologo di 3Bmeteo, che ad Affaritaliani analizza le ragioni di questa fase estrema e spiega cosa aspettarsi nei prossimi giorni.

Oggi tutte e 27 le città monitorate sono in bollino rosso: quanto è eccezionale questo dato? È davvero una giornata storica dal punto di vista meteorologico?

“Storica, forse, non è la definizione più corretta. Siamo sicuramente di fronte a condizioni di caldo eccezionali, ma non tanto per i picchi di temperatura in sé. Valori di 38-40 gradi si sono registrati anche in passato. L’aspetto davvero eccezionale di questa ondata di calore è la sua durata: persiste ormai da molti giorni e continuerà anche nei prossimi, tanto che al momento siamo su livelli paragonabili a quelli del 2003. È questo l’elemento più rilevante. Negli anni ’80 si potevano raggiungere anche i 40 gradi, ma erano episodi molto più rari, limitati a uno o due giorni. Oggi, invece, questi valori si ripetono con una continuità e una persistenza che rappresentano la vera eccezionalità”. 

Quali fattori stanno alimentando questa ondata di calore? Si tratta di un episodio isolato oppure rientra in una tendenza ormai consolidata?

“La causa principale è la persistenza di masse d’aria calda subtropicale provenienti dal Nord Africa che, dalla fine di maggio, salvo brevi pause, continuano a interessare il Mediterraneo, la Francia, la Spagna e naturalmente anche l’Italia. Il protagonista è l’anticiclone subtropicale, particolarmente intenso, che impedisce alle correnti più fresche atlantiche di raggiungere il Mediterraneo e, allo stesso tempo, favorisce l’afflusso di aria molto calda dal Sahara. A questo si aggiunge il riscaldamento globale: oggi l’atmosfera parte già da temperature più elevate rispetto al passato e, a parità di configurazione meteorologica, le masse d’aria che arrivano da sud risultano più calde rispetto a 20 o 30 anni fa”. 

Dobbiamo aspettarci che eventi estremi come questo diventino sempre più frequenti e intensi nei prossimi anni? Qual è il ruolo del cambiamento climatico?

“Negli ultimi dieci anni il trend è piuttosto evidente: assistiamo a estati sempre più calde. In un contesto di riscaldamento globale è ragionevole aspettarsi che, almeno nel medio termine, le estati continuino a essere quasi sempre sopra la media. Le temperature elevate stanno diventando la nuova normalità. Questo, però, non significa che non possano verificarsi fasi temporaneamente più fresche. È successo anche quest’anno, a maggio, quando soprattutto al Nord abbiamo avuto circa due settimane di tempo fresco e piovoso con temperature inferiori alla media. Episodi di questo tipo continueranno a verificarsi, ma stanno diventando sempre più rari rispetto ai periodi caratterizzati da temperature superiori alla norma”. 

Guardando ai prossimi giorni, quando potremo avere un primo calo delle temperature? E c’è il rischio che l’estate riservi nuove ondate di calore di questa intensità?

“Il caldo intenso proseguirà almeno fino a Ferragosto compreso. Nel fine settimana potremmo registrare una lieve attenuazione, soprattutto al Nord, con temperature in calo di 2-3 gradi, ma resterà comunque molto caldo: invece di 38-39 gradi si potranno raggiungere 34-35 gradi. Al momento, quindi, il caldo continuerà a interessare gran parte del Paese almeno fino al weekend di Ferragosto e per tutta la prossima settimana. Una possibile svolta potrebbe arrivare tra il 17 e il 18 agosto, quando l’alta pressione africana potrebbe indebolirsi consentendo l’ingresso di aria più fresca dal Nord Europa. Si tratta però di una semplice linea di tendenza che, vista la distanza temporale, necessita ancora di numerose conferme”. 

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