Dopo settimane di caldo e fiumi ai minimi, la Lombardia si è ritrovata in poche ore sferzata dal maltempo. I temporali che stanno investendo la fascia prealpina e le valli hanno portato punte vicine ai 200 millimetri in 24 ore, abbastanza per rovesciare il quadro: frane in Valcamonica e in Val Brembana, torrenti esondati, un ponte crollato a Sonico, strade provinciali e statali chiuse da Brescia al lago di Como e un campeggio con 250 persone evacuato in provincia di Bergamo.
Sonico, il ponte sul Rabbia ceduto sotto massi e detriti
Il punto più compromesso è in Valcamonica. Nella mattinata di giovedì 20 agosto alcune colate di materiale scese dalla Val Rabbia hanno riversato acqua, massi e detriti sulla statale 42 del Tonale, travolgendo il ponte sul torrente Rabbia che collega la frazione di Rino al centro di Sonico. Il cedimento della struttura ha isolato l’abitato e reso necessaria la chiusura della statale, mentre risulta interrotta anche la linea ferroviaria tra Malonno ed Edolo. Con nuove precipitazioni attese, la Protezione civile ha avviato le attività per predisporre eventuali evacuazioni cautelative.
Situazione analoga a Vione, dove l’esondazione del torrente Vallaro e una colata di fango hanno raggiunto le frazioni vicine: in località Vallaro è in corso la valutazione di un allontanamento preventivo di alcune famiglie.
Il campeggio evacuato
A Isola di Fondra, in alta Val Brembana, i vigili del fuoco hanno disposto in via precauzionale lo sgombero di un campeggio che ospitava circa 250 persone. La struttura si trovava in una posizione che non lasciava margini: “minacciato a monte da un movimento franoso e a valle dall’esondazione di un torrente“, secondo la nota diffusa dai pompieri. Sul posto hanno operato diverse squadre con il supporto del reparto Volo Lombardia e di un elicottero. “Considerata la situazione, è stato disposto il potenziamento del dispositivo di soccorso. Ulteriori squadre sono in arrivo dai Comandi dei vigili del fuoco della regione”, hanno aggiunto i vigili del fuoco mentre le operazioni di messa in sicurezza proseguivano.
Il conto delle strade chiuse nella Bergamasca
L’alta Val Brembana paga soprattutto in termini di viabilità. A Branzi è crollata una scarpata lungo la provinciale 2, tra Lenna e Foppolo, mentre la caduta di alberi ha danneggiato alcune auto in sosta. Sulla statale 470 si lavora per rimuovere fango e detriti e ripristinare i collegamenti. A Mezzoldo una frana ha interrotto la strada verso il Passo San Marco, nei pressi della frazione Scaluggio. In Val Seriana, a Parre, uno smottamento ha investito la viabilità comunale con la conseguente chiusura della provinciale 49 decisa dalla Provincia; colate di fango hanno raggiunto anche la statale 671 a Ponte Selva.
Strade chiuse e alberi abbattuti tra Como, Lecco e Varese
Sul ramo occidentale del lago di Como la statale Regina è stata chiusa tra Colonno e Argegno per l’esondazione di un torrente minore, con riapertura successiva a senso unico alternato. Nel Varesotto le squadre sono state impegnate soprattutto nel taglio di piante pericolanti a Somma Lombardo e Sesto Calende. Nel Lecchese la provinciale Lariana è stata chiusa in via preventiva.
Sopralluoghi e coordinamento: come si muove la macchina regionale
Dietro l’elenco delle emergenze c’è un dato pluviometrico fuori scala. “Le precipitazioni hanno raggiunto valori significativi, con punte fino a quasi 200 millimetri nelle 24 ore, e sono state pertanto attivate anche le fasi di allerta per rischio idraulico a valle di alcune dighe”, ha spiegato l’assessore regionale alla Protezione civile e Sicurezza Romano La Russa. Attraverso la Sala operativa, ha precisato, i livelli dei fiumi vengono monitorati “minuto per minuto”.
“Siamo vicini alle popolazioni che in queste ore stanno affrontando i disagi e i danni provocati dal maltempo”, ha dichiarato La Russa, spiegando che la Protezione civile regionale, le autorità locali e gli operatori sul campo, vigili del fuoco compresi, stanno tenendo sotto controllo le situazioni più critiche e mettendo in sicurezza le aree colpite. Agli Uffici Territoriali Regionali spettano i sopralluoghi e la definizione degli interventi urgenti per il ripristino della viabilità e delle strutture danneggiate. “Stiamo lavorando a stretto contatto con i Sindaci, le Province e le Prefetture coinvolte e, a Brescia, è già stato istituito dal Prefetto il Centro di Coordinamento dei Soccorsi“, ha aggiunto, sottolineando che il volontariato è schierato su tutti i fronti.
Terreni saturi: perché il pericolo resta anche dopo i temporali
Il rischio delle prossime ore non dipende soltanto da quanta acqua cadrà ancora. Con i versanti ormai intrisi e i bacini montani carichi, anche precipitazioni di intensità inferiore possono innescare nuovi distacchi, e i movimenti franosi possono riattivarsi a distanza di ore dalla fine della pioggia. È la ragione per cui le evacuazioni cautelative vengono predisposte in anticipo e non dopo l’allerta successiva. Da questa valutazione dipendono la posizione delle famiglie di Vallaro, i tempi di riapertura delle arterie di valle e il ritorno alla normalità di comunità che restano difficilmente raggiungibili.

