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Cronache
Loris, l'auto della madre mai davanti alla scuola. Il giallo delle fascette

Ci sarebbe un buco di 15 minuti nel racconto che Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris, ha fatto ad investigatori ed inquirenti su quel che accadde la mattina di sabato 29 novembre. La madre del bambino dunque non sarebbe mai andata davanti alla scuola del bambino. E dall'autopsia emergono nuovi particolari secondo i quali il bimbo potrebbe essere stato ancora vivo quando è stato gettato nel canale.

Telecamere davanti scuola non hanno filmato auto madre - Le telecamere poste sulla linea della scuola "Falcone e Borsellino" di Santa Croce Camerina (Ragusa) sabato mattina non hanno ripreso la "Polo" nera di Veronica Panarello, madre del piccolo Andrea Loris Stival, ucciso e gettato in un canalone. Gli inquirenti hanno ultimato in tarda mattinata l'esame delle immagini provenienti dagli apparecchi posizionati attorno all'edificio scolastico, alcuni dei quali sono risultati non attivi. L'auto della mamma di Loris non compare nelle inquadrature di quelli funzionanti. La donna, che sostiene di aver lasciato Loris a scuola sabato mattina e di essere poi andata a un corso di cucina al castello di Donnafugata, in una delle occasioni in cui e' stata ascoltata dagli inquirenti, avrebbe detto di non esseresi fermata con la macchina davanti alla scuola, ma di aver fatto scendere il figlio in una traversa laterale.

IL GIALLO DELLE FASCETTE - Un mazzo di fascette era stato consegnato da Veronica alla maestra di Loris che era andata a farle le condoglianze. "Ve le restituisco, sono quelle che servivano per le lezioni di scienze" ha detto Veronica all’insegnante, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Ma a scuola i bambini non hanno mai lavorato con quelle strisce di plastica, né per le ore di scienze né per ricerche o compiti di altro genere. E la maestra, per quanto trovasse strano l’episodio, ha fatto finta di nulla, le ha prese e subito dopo le ha consegnate alla polizia. Secondo le ultime notizie le fascette sequestrate sarebbero compatibili con quelle del delitto. Gli inquirenti: "Per avere la certezza servono altri esami".

Fra i tanti oggetti sequestrati a casa di Veronica c'è anche un paio di forbici sulle quali si faranno accertamenti per studiare la compatibilità con i segni sul collo e per rintracciare eventuali residui biologici. Il corpo di Andrea Loris Stival non è stato ancora restituito alla famiglia. Gli inquirenti che lavorano sull'omicidio commesso a Santa Croce Camerina (Ragusa), hanno deciso di effettuare con la madre del bambino, Veronica Panarello, lo stesso percorso che sostiene di avere fatto la mattina di sabato per accompagnare il figlio a scuola.

L'accertamento puntava a verificare la testimonianza della donna, che continua a ripetere di aver portato Loris a scuola, mentre nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza il piccolo non è visibile dentro la "Polo" nera della mamma. Una versione a fronte della quale sarebbero emerse delle incongruenze circa gli orari e la scansione dei suoi movimenti.

Due le auto utilizzate per rifare il percorso fra la casa della famiglia, la scuola e la localita' di Donnafugata, dove la madre del bambino dice di essere stata a seguire un corso di cucina. Poi e' stata brevemente in questura per firmare il verbale su quanto ricostruito nelle ore precedenti.  Informazioni importanti sull'auto della madre potranno venire dall'esame del rilevatore Gps presente sulla vettura. I tecnici stanno cercando di accertare se è possibile estrapolare dati utili. "La mamma di Loris ha autorizzato volontariamente l'acquisizione del Gps - spiega il legale di Veronica Panarello, l'avvocato Francesco Villardita - che era stato installato nella sua auto nell'ambito di un contratto stipulato con la compagnia assicurativa. Non è stato sequestrato, così come la Polo: è acquisita agli atti dell'inchiesta perché la mia assistita non è indagata. Ed è estranea ai fatti".

LE VERSIONI DELLA MADRE - "Eravamo in ritardo e c'era traffico, ho lasciato mio figlio a circa 500 metri da scuola" ha affermato Veronica Panarello, il 29 novembre. Ma in quello del giorno successivo cambia versione: "Mi sono fermata a poche decine di metri della scuola per farlo scendere". "Avevo notato che il bambino da una settimana era più nervoso del solito" ha ancora messo a verbale lo scorso 30 novembre Veronica Panarello. Il giorno precedente la donna aveva spiegato agli investigatori che "Loris non andava a scuola molto volentieri perché diceva che lo prendevano in giro".

IL DNA SOTTO LE UNGHIE - Gli investigatori ripongono molte speranze su un altro elemento: del materiale biologico trovato sotto le unghie della piccola vittima. Il bimbo si è difeso e forse i laboratori della Scientifica potranno fissare il Dna dell'assassino.

LA FAMIGLIA DI LORIS - L'avvocato Villardita ha intanto espresso "fiducia negli inquirenti, affinche' il caso sia risolto il prima possibile", ribadendo la volonta' dei suoi assistiti di collaborare affinche' "finisca l'incubo" in cui sono sprofondati. "Abbiamo un funerale in casa", si è sfogato il nonno di Loris.

 

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