Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Madre e figlia morte per la ricina, i “non ricordo” del padre negativo ai test e la sorella fuori casa. Altri 5 interrogati

Madre e figlia morte per la ricina, i “non ricordo” del padre negativo ai test e la sorella fuori casa. Altri 5 interrogati

Il caso di Campobasso resta irrisolto, ma qualcosa proprio non torna

Madre e figlia morte per la ricina, i “non ricordo” del padre negativo ai test e la sorella fuori casa. Altri 5 interrogati
Laboratorio

Emergono nuovi dettagli sulla morte per avvelenamento di due donne, madre e figlia, a Campobasso. Il giallo sulla ricina fatale ingerita da Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi resta ancora un mistero irrisolto. Non ci sono certezze su cosa possa essere avvenuto in quel tragico pranzo/cena della vigilia di Natale costato la vita alle due donne. La nuova certezza riguarda il padre e marito delle vittime, Gianni Di Vita. Anche l’uomo ha accusato gli stessi sintomi ma meno gravi. I test effettuati però confermano la negatività alla ricina per Di Vita. Il sangue di entrambe le vittime, al pari di quello dello stesso Gianni, è stato sottoposto infatti a un secondo test al Centro Antiveleni della Fondazione Maugeri di Pavia e l’esito avrebbe ribadito le risultanze del primo, con la positività ai “marker” della tossina solo per le due donne.

Gli investigatori — convinti di risolvere il caso — battono anche piste fuori dall’ambiente familiare, scandagliando vecchi rancori magari dissimulati da chi, con Gianni, aveva rapporti ravvicinati. Per questo altre cinque persone sono state convocate in Procura e interrogate. Ma come ci è finita la ricina in quei piatti? A tavola non c’era Alice, la primogenita diciannovenne, uscita per una pizza con gli amici. Interrogato come persona informata sui fatti, Gianni avrebbe detto di “non ricordare” quel che mangiò con Antonella e Sara.