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Cronache
Mafia, carta intestata della Camera al fedelissimo di Messina Denaro

ASCOLTA L'AUDIO CHOC: "FALCONE E BORSELLINO? SEMPRE LA STESSA M..."
 

Antonello Nicosia e Accursio Dimino sono due dei destinatari del fermo emesso dalla Dda di Palermo eseguito dal Ros dei carabinieri e dal Gico della Guardia di Finanza - che riguarda 5 persone nell'ambito dell'operazone "Passepartout". Ad entrambi i pm del capoluogo siciliano contestano il reato di associazione mafiosa. Per altri tre l'accusa e' di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo i pubblici ministeri Nicosia avrebbe veicolato all'esterno messaggi provenienti da mafiosi detenuti nei penitenziari sparsi nella Penisola. Accessi quest'ultimi che avvenivano grazie al suo ruolo di direttore dell'Osservatorio internazionale dei diritti umani, onlus che si occupa della difesa dei diritti dei detenuti, nonche' di assistente parlamentare. Cariche da insospettabile, ma sarebbe stato in stretto contatto con boss, a partire dal superlatitante Matteo Messina Denaro.

Mafia: carta intestata della Camera a fedelissimo Messina Denaro

Antonello Nicosia e la deputata nazionale Giuseppina Occhionero di Italia Viva, di cui era assistente parlamentare, fanno il loro primo accesso congiunto nella casa circondariale di Trapani, il 22 dicembre 2018. Il giorno dopo i due conversano in macchina e commentano - come si evince dal decreto di fermo emesso dalla Dda di Palermo - l'incontro avvenuto con Santo Sacco, consigliere provinciale, ex consigliere comunale di Castelvetrano, sindacalista della Uil e infine definitivamente condannato quale componente della famiglia mafiosa di Castelvetrano, per conto della quale aveva intrattenuto un rapporto epistolare con il latitante Matteo Messina Denaro. Successivamente, il 15 gennaio 2019, Occhionero e Nicosia parlano di pregressi incontri con Sacco. Secondo i pubblici ministeri, "nel prosieguo del dialogo, inoltre, si comprendeva che Santo Sacco, in carcere, aveva ricevuto dal Nicosia una lettera scritta su carta intestata della Camera dei Deputati... che non e' sottoposta a limitazioni e controlli in quanto proveniente da membro del Parlamento". Il dialogo, aggiungono i pm, "lasciava intuire che il Nicosia era addirittura riuscito a procurarsi uno strumento sottratto direttamente dalla legge a qualsiasi verifica, per comunicare con gli associati mafiosi detenuti". Dice Nicosia: "A Trapani hai visto... lui e' convinto che comanda lui a Trapani perche' quello e' amico suo il comandante... la carta intestata della Camera, cioe' io sono Santo Sacco, pure qua dentro, capito, la carta intestata della Camera". La deputata chiede (a Nicosia) se gli e' piaciuta e Nicosia risponde: "Ma certo, la carta intestata della Camera, gli potevo mandare una cosa cosi'? Mi sono fatto dare un blocchetto di carta intestata Camera dei Deputati": Occhionero: "Bravo!". E Nicosia: "Con la firma sotto perche' ho firmato tutte e due, gli ho messo Onorevole... e lui questa cosa la portera' in giro come fidanzata... sezione sezione. Io sono Santo Sacco, io sono Santo Sacco anche in galera! Ed il primo ministro (Matteo Messina Denaro, ndr) e' sempre a Castelvetrano ... non si scherza (ride)". Occhionero: "A posto ... (ride)".

Mafia: Pm, da Nicosia uso strumentale collaborazione con deputata

"Uso strumentale del rapporto dic ollaborazione instaurato da Nicosia con una parlamentare della Repubblica italiana". Cosi' definiscono i pm palermitani l'incarico ricoperto da Antonello Nicosia, tra i fermati dell'operazione antimafia "Passepartout", rapporto questo utilizzato per un periodo dall'indagato "per accedere all'interno di diverse carceri del territorio nazionale ed avere contatti anche con altri esponenti reclusi di Cosa nostra". In virtu' del suo incarico di assistente parlamentare, "ha partecipato ad alcune ispezioni carcerarie parlamentari e ha sicuramente fatto accesso all'interno delle carceri di Sciacca, Agrigento, Trapani e Tolmezzo, senza la preventiva autorizzazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e cio' sfruttando le prerogative riconosciute dalle norme sull'ordinamento carcerario ai membri del Parlamento e a coloro che li accompagnano".


Mafia: Nicosia, "Cambiare nome al Falcone-Borsellino, stessa mer.."

"All'aeroporto bisogna cambiare il nome... Nonva bene Falcone e Borsellino... Perche' dobbiamo arriminare (girare,ndr) sempre la stessa merda... Sono vittime di un incidente sul lavoro, no?". Cosi' Antonello Nicosia, si esprime in una conversazioneintercettata recentemente dalla Dda di Palermo che lo ha fermato stanotte con l'accusa di associazione mafiosa nell'operazione "Passepartout" di Gico e Ros. "Ma poi quello la' (Falcone, ndr) - proseguiva - non era manco magistrato quando e' stato ammazzato... aveva gia' un incarico politico, non esercitava...". Secondo i pubblici ministeri Nicosia avrebbe veicolato all'esterno messaggi provenienti damafiosi detenuti nei penitenziari sparsi nella Penisola. Accessi quest'ultimi che avvenivano grazie al suo ruolo di direttore dell'Osservatorio internazionale dei diritti umani, onlus che si occupa della difesa dei diritti dei detenuti e di consulente giuridico psicopedagogico della deputata (ex Leu appena passata con Italia Viva) Giuseppina Occhionero. Nicosia, 48 anni, di Sciacca, nel novembre scorso e' stato inoltre eletto nel Comitato Nazionale dal XVII Congresso diRadicali Italiani. Dalle indagini della Dda palermitana guidata da Francesco Lo Voi - iniziate cercando il boss latitante Matteo Messina Denaro - Nicosia, sarebbe stato in contatto con il boss mafioso, anchelui saccense, Accursio Dimino, scarcerato nel 2016 e detenuto anche al 41 bis, ritenuto molto vicino al defunto capomafia di Castelvetrano ,Francesco Messina Denaro, padre di Matteo.  

Mafia: per Nicosia Messina Denaro primo ministro. Falcone? Incidente

Per Antonello Nicosia il latitante Matteo Messina Denaro era "il primo ministro", ma non aveva lo stesso 'rispetto' per le vittime di mafia. L'assistente parlamentare, conduttore in tv della trasmissione "Mezz'ora d'aria", parlava di legalita' e diritti mentre dalle intercettazioni degli investigatori risulterebbe che insultasse il giudice Giovanni Falcone: "E' stato un incidente sul lavoro", chiosava. Era in contatto con diversi boss, in virtu' del suo ruolo di assistente parlamentare e di direttore dell'Osservatorio internazionale dei diritti umani, onlus che si occupa della difesa dei diritti dei detenuti, e fra questi il boss di Sciacca, Accursio Dimino, e a quanto pare Filippo Guttadauro, cognato del superboss di Castelvetrano. 

MAFIA: BERNARDINI, 'CON NICOSIA RAPPORTI INTERROTTI, DIVERGENZE SU VISITE IN CARCERE'

"A me non piaceva come operava quando io ero segretario dei Radicali Italiani e lui era iscritto al movimento. Poi i rapporti si sono interrotti quando lui è entrato nel comitato nazionale dei Radicali Italiani ed io nel Partito Radicale". Lo afferma all'Adnkronos Rita Bernardini, membro del Consiglio Generale del Partito Radicale in merito all'arresto di Antonello Nicosia, assistente della parlamentare Pina Occhionero di Italia Viva estranea all'inchiesta, insieme ad altre quattro persone, con l'accusa di avere veicolato messaggi fuori dalle carceri. "Mi sembrava più un esaltato - aggiunge Bernardini - non mi piaceva e avevamo avuto delle divergenza proprio su come devono essere effettuate le visite in carcere".

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