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Il boss Totò Riina avrebbe minacciato più d'una volta, dal carcere di Opera in cui si trova recluso, il pm palermitano Nino Di Matteo. Altre intercettazioni, che saranno depositate agli atti del processo palermitano, ribadirebbero la volontà del capomafia di eliminare il magistrato che indaga sulla presunta trattativa Stato-mafia. "Questo Di Matteo non ce lo possiamo dimenticare. Corleone non dimentica": così Totò Riina, il 14 novembre, si sarebbe rivolto al boss della Sacra Corona Unita con cui condivide l'ora d'aria.

Stato-mafia: Messina, Cosa nostra voleva suo partito "Lega Sud"
"Io ero con Borino Micciche' e altri uomini d'onore e mi e' stato detto chiaramente, tra la fine del 1991 e l'inizio del 1992, che c'era una commissione nazionale che deliberava tutte le decisioni piu' importanti. Una commissione in cui sedevano i rappresentanti di altre organizzazioni criminali e il cui capo era Toto' Riina". Lo ha detto il pentito Leonardo Messina, deponendo oggi al processo per la trattativa Stato-mafia. Il collaboratore di giustizia ha riferito ancora: "Un giorno c'era Umberto Bossi a Catania. Dissi a Borino Micciche': Questo ce l'ha con i meridionali e gli dissi 'vado e l'ammazzo'. Mi disse di fermarmi: questo e' solo un pupo. L'uomo forte della Lega e' Miglio che e' in mano ad Andreotti. Si sarebbe creata una Lega del Sud e la mafia si sarebbe fatta Stato".

Borino Micciche' era ai vertici di Cosa nostra del Nisseno, e -secondo Messina- non parlava per sentito dire ma perche' partecipava alle riunioni di vertice e gestiva la presenza di Toto' Riina e di Bernardo Provenzano sul territorio della Provincia di Enna. Non era il solo. "Anche l'avvocato Raffaele Bevilacqua -ha dichiarato il pentito- era un uomo d'onore, della famiglia mafiosa di Barrafranca e sottocapo della cosca di Enna. Da quando avevo i calzoni corti -ha proseguito- Bevilacqua era mafioso e rappresentante della corrente andreottiana". Inoltre secondo Messina tutti i capi di Cosa nostra, da Riina a Provenzano, da 'Piddu' Madonia a Stefano Bontade a Mariano Agate "facevano parte della massoneria. E Micciche' -ha riferito- mi disse che anche io dovevo entrare nella massoneria". Il collaboratore ha poi fatto i nomi di varie persone che a suo avviso erano vicini a Cosa nostra nel Nisseno. Tra queste, ha citato l'ex deputato regionale Rudi Maira "che conoscevo personalmente e a cui avevo personalmente chiesto favori", ha sostenuto Messina.

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