Piove ancora al Nordest, piove ancora al Centro, piove ancora su alcune zone del Sud, ma migliorera’ per questi prossimi due giorni. La redazione web del sito www.ilmeteo.it comunica che nei prossimi due giorni le piogge cesseranno al Nord e anche al Centro mentre continueranno, ma via via meno intense, al Sud, specie sulle coste tirreniche della Calabria, Campania e Sicilia. Venerdi’ infatti non piovera’ su quasi tutta Italia, ma e’ gia’ pronta una nuova forte perturbazione che nella giornata di sabato colpira’ il Nord e la Toscana con piogge intense, nubifragi e nuova allerta per rischio alluvionale sulla Liguria, Piemonte, Alpi, Prealpi e Toscana. Le forti piogge poi si porteranno anche sul Lazio e Sardegna.
Domenica ancora piogge al Nord, specie sui monti e al Nordest, piogge che insistono sulla Toscana settentrionale, Liguria di levante, Lazio e anche su gran parte del Sud. Secondo la redazione de www.iLMeteo.it lunedi’ e martedi’ nuove intense piogge e ancora nubifragi raggiungeranno il Nord, il Centro e questa volta anche il Sud, dal giorno 19 Novembre la pressione aumentera’ su tutta la Penisola riportando il bel tempo ovunque.
Maltempo: mappe del rischio esistono da anni ma p.a. le ignora – “Le mappe del rischio idrogeologico esistono da anni, ma ben pochi le consultano: le amministrazioni pubbliche spesso le ignorano e i cittadini, quando decidono dove abitare, al massimo guardano il piano regolatore”. E’ quanto dichiara Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi), cui fanno riferimento i circa 150 consorzi di bonifica italiani. Rispetto “all’emergenza meteo che sta colpendo l’Italia”, spiega Vincenzi, “va detto con chiarezza che nelle aree a rischio idrogeologico o di esondazione dei fiumi, come le golene, non andava costruito neanche prima dei cambiamenti climatici in atto, rigettando qualsiasi ambiguita’ rispetto a temi come l’abusivismo e i condoni edilizi, oppure l’irresponsabilita’ di alcune scelte urbanistiche”. Quindi “e’ tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilita’”, conclude il presidente Anbi, perche’ “i mutamenti climatici, che rendono inadeguata la rete idraulica italiana evidenziando la necessita’ di urgenti investimenti per la salvaguardia del territorio, ormai sono come la legge: non ammettono l’ignoranza”.












