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Cronache
de nando andreaAndrea De Nardo

Era il 29 gennaio 2011 quando, a Peschiera Borromeo, A. C. investì con l'auto Andrea De Nando, uno studente di 15 anni che al momento della tragedia era appena uscito dall'oratorio e stava attraversando la strada sulle strisce pedonali per tornare a casa. Il pirata è stato condannato in primo grado a tre anni e otto mesi di reclusione.

LA SENTENZA D'APPELLO

Si e’ svolto davanti alla Corte d’Appello del Tribunale di Milano il processo di secondo grado per la morte di Andrea De Nando, ucciso a Peschiera il 29 Gennaio 2011 mentre attraversava le strisce pedonali con il fratello gemello Cristian. Ricordiamo in breve l’iter processuale che ha visto il rifiuto del patteggiamento della pena e, successivamente una condanna in primo grado a 3 anni e otto mesi (pena già ridotta di un terzo poiché l’imputato si e’ avvalso del rito abbreviato).

Il 13 marzo in appello la sentenza e’ stata confermata per la gravità dei reati commessi e a carico dell’investitore,( per la prima volta presente in aula) ci sono l’alta velocità , un sorpasso azzardato e il passaggio con il semaforo rosso. Il Procuratore ha detto che “sono fatti ai quali bisogna dare il giusto peso, la pena sebbene inusuale e’ adeguata al reato”.

La mamma Elisabetta Cipollone che dal primo giorno non ha mai smesso di combattere affinché sia introdotto con urgenza il reato di Omicidio Stradale (che unitamente ad una adeguata prevenzione può veramente ridurre in modo significativo i morti sulle strade) così commenta; Ci commuove la sentenza, ci sorprendiamo quasi che chi uccida venga condannato...

Ma dove stiamo andando? Alla deriva di valori, allo scempio della Giustizia, che diventa una beffa! Queste sono sentenze che dovrebbero rappresentare la quotidianità' invece pare un caso... Speriamo allora rappresenti un'inversione di tendenza alla superficialità e che finalmente il reato di omicidio stradale possa avere finalmente il suo giusto spazio all'interno del codice penale che, non prevedendolo, continua silente la sua complicità con persone che senza alcun senso della vita minano ogni giorno la vita altrui! Mentre ringrazio indistintamente tutti coloro che sono impegnati in questo ambito ed in modo particolare la scrittrice Barbara Benedettelli che da anni e’ al fianco delle Vittime, non posso non unirmi al dolore di tutti quei familiari che non hanno avuto neppure un minimo di Giustizia e prometto loro di continuare con ancor piu’ determinazione e vigore questa battaglia. Forse qualcosa sta cambiando.... Crediamoci!

LA LETTERA AD AFFARI DELLA MAMMA DI ANDREA DE NANDO

Siamo all’epilogo e alla vigilia di questa triste vicenda che mi ha vista combattere per due anni.
 
Dopodomani sarà discusso presso il Tribunale di Milano un appello assurdo ed inconcepibile, basato sul nulla ed in cui, chi ha ammazzato mio figlio si arrampicherà sugli specchi per tentare una riduzione di una pena già di per sé ridicola e che per la legge italiana non potrà essere aumentata, ma solo ridotta o, al massimo, restare invariata.
 
Ecco il vero motivo per cui e’ sempre conveniente per l’imputato, ricorrere in appello… non c’e’ mai nulla da perdere, forse solo qualche irrisoria spesa del Tribunale.
 
Io, quale madre di Vittima,comincio ad essere veramente stanca, dopo due anni e due mesi, cinque udienze in cui giudici diversi hanno giudicato TOTALMENTE colpevole l’omicida di mio figlio (e altro non poteva essere visto che Andrea rientrava a piedi dall’oratorio, sulle strisce pedonali), e questo stillicidio di udienze in cui noi siamo stati sempre presenti, mentre  il signor C.A. e’ sempre stato contumace  ha ulteriormente aggravato lo stress ed il dolore di un’assenza e di una morte tanto crudele quanto improvvisa.
 
Ancora poche ore e sapremo quanto vale per la Giustizia Italiana una vita umana, persa per la scelleratezza alla guida altrui.
 
E intanto la strage continua, i morti sulle nostre strade sono più di quattromila ogni anno, e le istituzioni assistono a tanto scempio sulle nostre strade, incapaci di dare risposte concrete, immediate e severe che offrano una reale deterrenza  ed una appropriata prevenzione.
 
Mi auguro, ma senza troppe speranze, che fra le priorità di questo nuovo governo che si formerà proprio in questi giorni, ci sia l’introduzione del reato di omicidio stradale  che, attraverso pene certe e severe fermi la strage e salvi numerose vite umane.
 
Elisabetta Cipollone
Mamma di Andrea De Nando
Morto ammazzato il 29/01/2011

 

Tags:
andrea de nandopirata stradaomicidio
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