La Virginia sceglie la sedia elettrica come metodo alternativo all’iniezione letale. E’ attesa questa settimana, infatti, l’approvazione da parte del Senato statale – dopo quella della Camera – di una norma che prevede il ricorso all’antico metodo per eseguire le condanne a morte, nel caso le sostanze per l’iniezione letale non fossero disponibili. La misura, che sarà adottata per la perdurante carenza delle dosi letali, renderà la Virginia l’unico Stato in cui un detenuto potrebbe essere costretto a subire un’elettrocuzione. A parlarne è il “Washington Post”.
Il ritorno di un metodo largamente archiviato negli ultimi due decenni si è appunto reso necessario perché, in tutti gli Stati Uniti, sta diventando sempre più difficile ottenere le sostanze letali, dopo il rifiuto delle case farmaceutiche europee di continuare a venderle per eseguire le condanne a morte, come fatto anche da almeno un’azienda americana. Il cocktail di tre sostanze usato comunemente da quando la Corte Suprema ha ristabilito la pena di morte nel 1976 è, di fatto, introvabile. Questa situazione ha portato gli Stati a sperimentare altre sostanze, ma le nuove opzioni stanno sollevando le stesse proteste delle case farmaceutiche. Le formule non testate hanno provocato complicanze e ricorsi in tribunale; per eseguire la condanna a morte di un uomo in Ohio, recentemente, sono serviti 25 minuti.
E’ dal 1980 che è stata introdotta l’iniezione letale, nella convinzione che in questo modo il condannato non avrebbe avvertito alcun dolore. Nel frattempo le esecuzioni capitali negli Stati Uniti sono scese da un picco massimo di 98 nel 1999 a 39 del 2013. Alcuni stati hanno abbandonato la pena di morte mentre quelli che ancora la adottano devono affrontare la carenza di farmaci con i quali praticare l’iniezione letale, visto che molte case farmaceutiche non li concedono.

