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Cronache

di Antonino D'Anna
 

mariele ventre 500


Quando morì nel dicembre 1995, furono in tanti a commuoversi e piangere per Mariele detta “Ele” Ventre, che diresse il Piccolo coro dell'Antoniano di Bologna dal 1963 al 1993. Adesso Mariele torna a fare notizia: già due anni fa era stata presentata da padre Berardo Rossi, tra i fondatori dell'Antoniano e biografo della Ventre, la domanda che dà avvio alla causa di beatificazione della storica direttrice del Piccolo Coro. La notizia della domanda è stata resa pubblica solo ora dal settimanale cattolico “Credere”, che sottolinea come padre Berardo abbia dedicato l'ultima parte della sua vita alla raccolta di testimonianze per il processo di beatificazione: il frate è morto l'estate scorsa, e considerava la Ventre “più francescana di noi francescani”.

LA FONDAZIONE- A Mariele è dedicata una Fondazione (www.marieleventre.it) Onlus: si occupa di mantenere vivo il ricordo della direttrice del Piccolo coro, ma anche di realizzare interventi di beneficenza e progetti di solidarietà. Tra questi anche il Trofeo Mariele Ventre, manifestazione di pattinaggio organizzata insieme all'Antoniano e l'UISP con cui viene sempre riempito il Paladozza, per l’occasione rinominato “Palazecchino”, che accoglie migliaia di bambini bolognesi. La prossima edizione si terrà il 25 gennaio 2014 al Palapanini di Modena. CHI ERA- La Ventre, nata a Bologna nel 1939 da genitori lucani, ha conosciuto il convento di S. Antonio di Bologna fin da piccola (e vi è stata catechista). È il 1957 quando consegue il diploma magistrale, il '61 quando si diploma in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. È sempre nel 1961 quando incontra lo Zecchino d'Oro, trasferito in quell'anno all'Antoniano di Bologna: ancora due anni e la Ventre fonderà il Piccolo coro. Un successo televisivo e non solo, che il 14 maggio 1979 viene premiato con una udienza concessa da Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla conclude il suo discorso di saluto invitando i bambini a cantare: “sempre la gioia! La gioia di vivere, di essere in pace con voi stessi, con gli altri, con Dio. Siate sempre buoni; siate sempre amici, fratelli sinceri di Gesù; realizzate, secondo le vostre possibilità, gli insegnamenti del Vangelo; comunicate questa gioia cristiana ai vostri piccoli compagni e discepoli; donatela ai grandi, che talvolta sembrano avere smarrito il senso vero della letizia”. E a Mariele: “Una parola speciale è dovuta alla vostra direttrice, che ci ha mostrato oggi un magnifico concerto del suo coro; a tutti i superiori della vostra piccola comunità artistica”. Dopo la sua morte, Oscar Luigi Scalfaro dirà ai bambini del Piccolo coro il 5 dicembre del '97: “Non ricordatela mai piangendo, anche se il dolore del distacco è umano. Mariele continua a dirigere cori; i cori degli angeli e degli arcangeli. ha guidati per anni, che continua a dirigere cori di gloria, di armonia, di protezione... un compito che è irraggiungibile ma incantevole: fa scendere una pioggia di note che portano dolcezza nell'anima, che portano pace, che portano gioia”.

IL PROCESSO- Adesso la Ventre dovrà passare attraverso le fasi del processo canonico. Per il momento, visto che è stata presentata la domanda che avvia il processo, il titolo che le compete è Serva di Dio. Aperto il processo di canonizzazione a livello diocesano (per ulteriori approfondimenti invitiamo i lettori a visitare Cathopedia, ottima e puntuale enciclopedia online sul Io vi dò una di quelle notizie importanti che hanno i Capi di Stato: Voi avete questo angelo che vi cattolicesimo) il postulatore -ossia la persona incaricata (può anche essere un laico) dal Vescovo - indagherà sulla vita del Servo. In questa fase si svolge solitamente la ricognizione canonica: il corpo del Servo viene riesumato per accertare che sia lui: anticamente, lo stato di conservazione del corpo era indice di santità: come il Servo era stato incorrotto nell'animo in vita, così il suo corpo non è stato rovinato dalla sua morte. Ad esempio, quando nel 1985 fu esumato l'oggi Beato Cardinale Ildefonso Schuster, amatissimo arcivescovo di Milano morto nel 1954, apparve intatto: sembrava stesse dormendo.

VENERABILE- Compiuta questa verifica, l'incartamento proseguirà per Roma: la Congregazione per le Cause dei Santi accerta l'eroicità delle virtù ed emanerà un decreto, che sarà firmato dal Papa. A questo punto Mariele sarà Venerabile. Ma attenzione: non potrà essere pregata direttamente né, tantomeno, non potrà essere allestita una cappella a lei dedicata. Ci si potrà solo raccomandare alla sua preghiera, si potrà (e si può) pregare la Trinità perché la Ventre sia glorificata. Ma non elevarle preghiere. IL MIRACOLO- Perché la Ventre divenga Beata, la Congregazione per le Cause dei Santi dovrà ricevere un miracolo. Il miracolo, avvenuto post mortem a riprova dell'intercessione del Venerabile, dev'essere una guarigione che sia inspiegabile con i criteri della scienza medica, irreversibile (a vita), totale e completa dal male che il miracolato soffriva e soprattutto non possa essere ricondotta alle cure mediche che il miracolato stava affrontando quando il prodigio si è compiuto. Per verificare la genuinità del miracolo, in fase diocesana viene nominato un Perito Medico che è tenuto al segreto d'ufficio e stende una relazione da inviare alla Congregazione delle Cause dei Santi. Nel caso, il Perito può chiamare a deporre nuovamente un teste già sentito durante la fase diocesana. Roma dispone di due commissioni: una medica e una teologica. Se approvato il miracolo, allora Mariele sarà beata. Con un secondo miracolo, sempre oggetto dell'indagine della Congregazione (salvo dispensa papale, come è successo per Giovanni XXIII), sarà santa.

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