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Cronache
Tempio, preso amico di famiglia. "E' stato lui e ha agito da solo"

E' una strage senza precedenti a Tempio Pausania, con anche l'uccisione in modo atroce di un bambino di soli 12 anni, che, al momento, ha un solo presunto colpevole. Stamane e' finito in manette un artigiano disoccupato di trentuno anni, Angelo Frigeri, compaesano e conoscente delle vittime. Un delitto efferato, apparentemente senza spiegazione al momento della scoperta nella tarda notte di sabato quando i familiari delle vittime chiamavano invano al telefonino i coniugi Azzena e del figlioletto per poi scoprire i loro congiunti morti nella loro casa, riversi in una pozza di sangue sul pavimento.

Tutti e tre, compreso il bimbo, avevano al collo dei fili elettrici con i quali erano stati strangolati. Dopo l'orrore iniziale, le prime ipotesi. E' riemerso il passato del capofamiglia, Giovanni Azzena, che nell'ottobre del 2008 venne arrestato perche' accusato, assieme ad altre due persone, di avere dato vita a un'organizzazione di usurai. Anche se gli inquirenti hanno sempre detto di non scartare alcuna pista si e' subito battuta quella della vendetta. "Si tratta di un fatto che si inquadra in vicende d'usura che avevano riguardato il capofamiglia", ha sottolineato nel corso della conferenza stampa che si e' svolta nel pomeriggio al comando provinciale dei carabinieri di Sassari il capo della procura di Tempio Pausania Domenico Fiordalisi. Il magistrato ha anche voluto tranquillizzate l'opinione pubblica: "Non c'e' alcun serial killer che gira per Tempio", ha detto spiegando di non escludere il coinvolgimento di altre persone "anche se considerazioni di questo tipo sono premature allo stato attuale delle indagini".

La svolta dell'inchiesta si e' avuta stamane quando si sono rincorse le prime voci, poi confermate dai carabinieri, di un uomo fermato e interrogato in questura. In un primo momento si era pensato a una strage compiuta da due o tre persone che sarebbero entrate in casa tra l'una e le tre e mezza di sabato pomeriggio senza alcuna effrazione. Persone dunque conosciute dalle vittime che avrebbero ucciso d'impeto dopo una violenta discussione o un tentativo di furto. Si e' anche parlato dei volti degli assassini immortalati da telecamere esterne della casa della strage, in via Villa Marina, al centro del paese. Tutte circostanze non confermate dagli inquirenti che ritengono vi sia stato un unico autore del triplice omicidio. Ma mentre nel paese della Gallura ci si interroga su come sia potuta maturare una strage orribile e per molti versi inspiegabile, gli inquirenti proseguono le indagini per fare luce sulle modalita' dell'accaduto e, soprattutto, per identificare eventuali altre persone coinvolte.

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