Maturità al via, da Margherita Hack ad Alberto Angela, passando per Umberto Veronesi: tutti i geni bocciati a scuola (ma non nella vita)
Oggi ha preso ufficialmente il via la maturità, uno dei momenti più attesi e temuti del percorso scolastico. Mentre migliaia di studenti affrontano l’esame finale, si rinnova anche una domanda ricorrente: quanto la scuola riesce davvero a misurare il talento? Il percorso di molti protagonisti della cultura, della scienza e della politica suggerisce che il rapporto tra voti e successo non è affatto lineare. La storia italiana – e non solo – racconta numerosi casi in cui risposte negative, bocciature e difficoltà iniziali non hanno impedito l’emergere di figure di primo piano.
È il caso di Tullio De Mauro, tra i più importanti linguisti italiani e già Ministro dell’Istruzione. Fu bocciato alla licenza ginnasiale in Italiano, Latino e Greco, proprio le materie in cui sarebbe diventato un riferimento assoluto. Un’esperienza che lo portò anche a criticare alcuni meccanismi della valutazione scolastica, in particolare l’eccessiva fragilità delle interrogazioni orali. Percorsi non lineari anche per Umberto Veronesi, bocciato due volte alle superiori, e per Margherita Hack, rimandata in matematica al ginnasio. Entrambi hanno poi raggiunto livelli di eccellenza internazionale nei rispettivi ambiti, contribuendo in modo decisivo alla ricerca e alla divulgazione scientifica. Anche Alberto Angela ha conosciuto una bocciatura già alle scuole elementari, prima di diventare uno dei volti più riconoscibili della divulgazione culturale in Italia.
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Albert Einstein, considerato uno dei più grandi scienziati di sempre, ebbe un percorso scolastico tutt’altro che lineare: il suo ingresso al Politecnico di Zurigo fu segnato da un respingimento, dovuto sia all’età sia a risultati non brillanti nelle prove letterarie. Nonostante ciò, avrebbe rivoluzionato la fisica moderna con la teoria della relatività. Simile il percorso di Giuseppe Verdi, inizialmente respinto al Conservatorio di Parma. Per non parlare di Alda Merini, che non superò la prova d’ammissione al liceo.
Politica e spettacolo: successi dopo gli inciampi
Il fenomeno non riguarda solo la scienza. Giulio Andreotti fu bocciato in terza media per latino, per poi diventare uno dei protagonisti più influenti della politica italiana e fondare il Centro di studi ciceroniani. Nel mondo dello spettacolo, Pierfrancesco Favino ha ripetuto il secondo anno di liceo, mentre Fiorello è arrivato al diploma dopo tre bocciature e un percorso scolastico lungo e accidentato. Anche Alberto Sordi fu bocciato all’Accademia dei Filodrammatici per il suo accento romano.
Queste storie ricordano che il percorso scolastico non è sempre una linea retta. Le bocciature, gli inciampi e le difficoltà non hanno impedito a questi protagonisti di entrare nella storia. I voti, in fondo, non sempre raccontano il destino.

