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Cronache

Nata per sgravare i Tribunali della Penisola dal vergognoso, lento, farraginoso, insulso, deleterio, ridicolo, tendenzioso, amorale, ingiustificato incedere delle cause di qualsivoglia sostanza, la creatura Mediazione ha fatto il suo ingresso in società passando per il camino della stanza della servitù, presentandosi nel salone da ballo con tutti i segni di fuliggine, gli strappi ed il conseguente imbarazzo che ne derivava.

Non presentata da nessuna padrona di casa né accompagnata da uno chaperon o istruita da un mentore, è stata lasciata sola in un angolo della stanza, il più buio e freddo, e lì è rimasta fino al volgere della notte quando, spinto da riottosi, baldanzosi Patrizi, il padrone di casa, avvicinandosi alla miseranda creatura impaurita, insultandola per il suo genetico difetto fisico, la gettava fuori a calci, chiudendole perpetuamente il cancello dietro le spalle.

Da allora Mediazione vaga per l’urbe, fradicia nelle sue vesti per le lacrime piante ingiustamente a scapito di un trattamento immeritato, avvolta in un’angoscia senza redenzione né termine, con la vana speme che gli ignavi che la generarono, o che dagli stessi discesero, vadano a cercarla e, riportandola a casa, sanino lo sgarro che lei, fanciulla esile e timida, continua a subire.

Offesa ed umiliata nel profondo, tanto per l’espulsione dal palazzo quanto per l’abbandono parentale, cagionevole di salute e gravata dalle mille intemperie di una vita involontariamente divenuta ascetica, sta per perire; ogni giorno il respiro si fa più corto ed il battito più lento. Per salvarla non ci resta che un momento!

Considerazioni tecnico-pratiche.

Siamo in Europa ma di ciò ci si rammenta soltanto per chiedere al contribuente (esigere, pretendere, prendere, imporre, sono etimi più consoni), scordandosi di intervenire per risolvere, tra le mille altre cose che opprimono quotidianamente tutti cittadini normali, il problema delle carceri che trasbordano come una cloaca in tempo di dissenteria collettiva, il problema della lunghezza dei processi, primato assoluto del Globo, nemmeno nella Foresta dell’Amazzonia ci metterebbero tanto, deteniamo perpetuamente il record Galattico delle prescrizioni Processuali, senza parlare poi di tutti gli altri fiori all’occhiello che poco a poco emergeranno (o affioreranno, con riferimento alla cloaca di prima) ed il Vecchio Continente ci farà, definitivamente, pagare il conto; sì, perché periodicamente, per i suddetti “meriti” veniamo sanzionati e dobbiamo pagare salate multe (loro vengono sanzionati ma siamo noi, sempre e comunque, ad elargire!).

Basta una mossa, un semplice movimento sulla scacchiera per risolvere il problema, tre piccioni con una fava (sarebbe, questo, un record di vanto) e le sanzioni non verrebbero più elevate ma tutto tace, gli ignavi ed i lor sudditi si voltano dall’altra parte, continuando a sperperare denaro che non gli appartiene e creando il caos; una sfiducia da parte del cittadino in quella cosa che, per assodata e consuetudinaria reminiscenza, si suole chiamare giustizia, pur della stessa essendo solo omonima.

Uno stato di anarchia creato dal menefreghismo e consolidato dal conscio di una impunità ormai palpabile, se non addirittura consistente. Ciò è dato dal fatto che, i colleghi capaci sapranno di questo fenomeno, per evitare i succitati problemi, al pari di uno che si evira per far dispetto alla moglie traditrice, si è usi ARCHIVIARE tutto quello che arriva nelle procure (il più possibile, oltre anche), così da vedersi archiviati palesi casi di truffa, attestata dal danno in essere, visibile, certificato da perito e da constatazione di Pubblico Ufficiale, archiviare casi di diffamazione mezzo stampa, risultanti inequivocabilmente dalle pagine del quotidiano, diffamazione mediante atti scritti e firmati, plurimi e reiterati, archiviazione di comportamenti illeciti prodotti da incaricati di pubblico servizio e via dicendo fino al trascorrere del tempo ed alla conseguente prescrizione per Reati Penali di notevole, se non estrema, pericolosità.

Oggi siamo tutti nei panni di Mediazione; questo è il contesto in cui viviamo, tassati ed umiliati, spremuti, minacciati dalle Istituzioni e sbeffeggiati dalle Maestranze (da noi stipendiate), soli e abbandonati da tutti, raminghi nelle nostre città piene di malfattori, truffaldini, ladri ed assassini che non hanno freno poiché sanno di godere di mille scusanti e tanti pass per passare dal “casello” senza pagare dazio!

Dott. Michele Bottazzi

Presidente Bottazzi Mediazioni

Presidente Argo – Associazione Nazionale Mediatori

Tags:
mediazionetribunaliprocure
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