In nove anni era stato al lavoro solo 15 giorni. Nulla di scandaloso, sosteneva lui: la legge lo consente. E così Paolo Micali Bellingheri, medico al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Isidoro di Giarre, in provincia di Catania, tra borse di studio, congedi parentali, malattie e aspettative per dottorati in ricerca negli ultimi 9 anni è stato visto al massimo per una quindicina di giorni. Precisamente dal 4 al 21 maggio 2005, un record.
Lo “psicoterapeuta, psicologo, psichiatra, sessuologo, esperto di ipnosi, counselor filosofico”, come si definisce sul suo sito Internet, non ha violato di un pelo la legge, passando da congedi parentali, aspettative e permessi per studiare e aggiornarsi. Ha anche preso diverse borse di studio fino a brevettare un metodo psicogenerativo applicabile a una quantità di malattie che ha del miracoloso. Il tutto, ovviamente, per il bene dell’ospedale.
Tutto regolare tanto che il medico avrebbe dovuto rimanere a casa fino al 2016. Ma qualcosa è andato storto. E’ stato richiamato al lavoro, non in corsia ma in un ufficio amministrativo. Alla magistratura tocca ora il compito di capire se dietro queste lunghe assenze, ufficialmente consentite, ci sia stata la complicità dei vertici dell’azienda sanitaria.

