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Meredith Kercher, una sentenza che non dispiace nemmeno a Renzi

Meredith Kercher, una sentenza che non dispiace nemmeno a Renzi
L’ANALISI/ Amanda e Raffaele assolti: ecco perché. Ma dopo 8 anni nel caso Meredith Kercher restano ancora dubbi. La sentenza non dispiace al governo Renzi: con una condanna avrebbe dovuto chiedere l’estradizione agli Usa, rischiando il rifiuto e la tensione diplomatica
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Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti in via definitiva per non aver commesso il fatto. Rudy Guede in carcere condannato per concorso in omicidio. Qualcosa non torna, o comunque manca, nella triste e dolorosa storia dell’omicidio di Meredith Kercher. La giustizia italiana in quasi otto anni non è riuscita dare risposte del tutto convincenti.

I MOTIVI DELL’ASSOLUZIONE – Tra quel 1° novembre 2007 e questa fine di marzo 2015 è successo di tutto. Amanda e Raffaele sono stati 4 anni in carcere, a questo punto da innocenti. Sono stati condannati, poi assolti, poi rinviati a un nuovo appello, poi di nuovo condannati. E infine assolti. Giulia Bongiorno, legale di Sollecito, e il duo Luciano Ghirga-Carlo Dalla Vedova, legali della Knox, hanno ottenuto una vittoria straordinaria ottenendo l’assoluzione piena senza nuovo rinvio perché sono riusciti a mettere in luce tutti i punti oscuri di un’indagine che probabilmente ha sofferto di troppi errori e imprecisioni nella fase iniziale. Gli errori nel repertamento delle prove, l’appiattimento della posizione di Sollecito su quella della Knox, il cambiamento di movente da gioco erotico finito male a ennesimo di una serie di litigi tra Amanda e Meredith. Litigi dei quali non è mai stata provata l’esistenza. E nel frattempo Amanda e Raffaele hanno vissuto un lunghissimo incubo.

I DUBBI APERTI – Uno dei processi più mediatici degli ultimi anni si conclude così con una grande vittoria per Amanda e Raffaele, che possono finalmente tornare alla normalità dopo un lungo, interminabile incubo. Ma si conclude anche con una sconfitta per la giustizia italiana, incapace di dare le risposte certe che meritava la famiglia Kercher. Restano dunque i dubbi se Rudy Guede abbia agito da solo oppure no e la famiglia Kercher dovrà convivere con il sospetto che sulla morte di Meredith sia stata stabilita solo una parte della verità.

SOSPIRO DI SOLLIEVO ANCHE PER RENZI – La sentenza della Cassazione toglie anche un peso dallo stomaco del governo Renzi, già terrorizzato dall’idea di dover chiedere l’estradizione agli Stati Uniti. Come spiega ad Affaritaliani.it Monica Spatti, docente di Diritto internazionale dell’informazione all’Università Cattolica di Milano, in caso di condanna “la procura generale presso la corte d’appello di Firenze avrebbe dovuto sollecitare al ministro della Giustizia la richiesta di estradizione che non è un atto dovuto ma una scelta che spetta al ministro”. Una scelta però quasi scontata “per un caso come questo”. Dunque il ministro Alfano avrebbe dovuto avanzare agli Stati Uniti la richiesta di estradizione di Amanda. A quel punto il dipartimento di Stato americano avrebbe dovuto convocare Amanda e, spiega sempre Monica Spatti, “vagliare la richiesta e stabilire se fosse stata conforme al trattato del 1983 tra Italia e Stati Uniti. E’ difficile sapere quanto tempo ci sarebbe voluto e sulla decisione finale avrebbero pesato anche valutazioni politiche”. Insomma, gli Stati Uniti avrebbero potuto anche rifutarsi di consegnarci Amanda, (che avrebbe potuto scontare la pena in un carcere americano oppure restare libera), cosa altamente probabile visto l’orientamento dell’opinione pubblica americana. E a quel punto che cosa avrebbe fatto il governo Renzi? Avrebbe fatto la voce grossa con Obama o avrebbe chinato il capo? La sentenza della Cassazione ha tolto qualsiasi dubbio.