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Cronache
Papa Francesco

Un'omelia giocata sul tema del perdono e del servizio. È con parole semplici e piene di affetto che papa Francesco ha incontrato i ragazzi reclusi a Casal del Marmo, il carcere minorile di Roma, nel corso della Messa del Giovedì Santo. Il Papa ha inoltre lavato i piedi a 12 ragazzi, tra cui due ragazze, come nel pomeriggio ha anticipato il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Si è trattato di un'italiana di religione cattolica ed una serba nata a Roma, ma di religione islamica. Gli altri dieci ragazzi cui Papa Francesco ha lavato i piedi sono stati scelti per rappresentare sia le diverse nazionalità presenti nel Carcere di Casal del Marmo che le religioni attualmente professate presso il carcere minorile: oltre ai cristiano cattolici, infatti, i ragazzi sono cristiano ortodossi e musulmani (in totale, ha chiarito il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, il Papa ha lavato e baciato i piedi di due ragazzi di religione musulmana). I dodici giovani sono stati scelti fra i 50 minori attualmente ospiti della struttura. Per compiere il rito della lavanda, il Papa - ha precisato padre Lombardi - si è inginocchiato 6 volte, con un certo impegno fisico per i suoi 76 anni.

OMELIA BREVE MA POTENTE- Il Papa spiega: “Fra noi quello che è più alto deve essere al servizio degli altri, è un segno, lavare i piedi. E questo che io faccio lavandovi i piedi, e lo faccio con amore, è un dovere per me vescovo e prete. Ma mi viene dal cuore. Ma anche voi aiutateci sempre. Adesso faremo questa cerimonia di lavarci i piedi e io davvero sono disposto a servire l'uno all'altro, penso questo: è una carezza di Gesù". L'americano “Catholic News Service” osserva su Twitter che l'omelia è molto breve, poi si chiede se nascerà un nuovo stile di predicazione ispirato alla brevitas papale. Ma è un'omelia intensa. Il pontefice lava i piedi ai ragazzi mentre gli altri ospiti di Casal del Marmo suonano le chitarre, ha indosso un camice che gli è stato prodotto e donato dai ragazzi di Belluno, della comunità “Villa San Francesco” che accoglie giovani con problemi familiari alle spalle. Il tessuto è venuto dalla Terrasanta. Prima della lavanda dei piedi, Jorge Mario Bergoglio sottolinea con una battuta: “Non è che dobbiamo lavarci tutti i giorni i piedi” l'uno con l'altro, ma dice loro: “alle volte sono arrabbiato, con qualcuno. Ecco allora posso dirmi: 'lascia perdere'. E fare invece qualcosa per lui”. E commenta nell'omelia la lavanda dei piedi. "Questo - ha detto – è commovente: Gesù che lava i piedi. Pietro non capiva, rifiutava, ma Gesù gli ha spiegato: 'capite quello che ho fatto per voi'. Mi chiamate maestro e Signore, fate bene, io lo sono. Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate così”. Dopo la lavanda il Papa abbraccia i giovani nel corso dello scambio del segno di pace.

A PROPOSITO DEL SERVIZIO- Sempre in tema di servizio, Francesco osserva: “Aiutarci l'un l'altro: questo è ciò che Gesù ci insegna". "E questo - ha detto testualmente – è ciò che io faccio. E lo faccio di cuore perché è il mio dovere come prete e come vescovo. E' un dovere che mi viene dal cuore. Amo farlo perché il Signore così mi ha insegnato. Ma anche voi - conclude Papa Francesco rivolto ai ragazzi - aiutateci sempre e così aiutandoci ci faremo del bene. Ciascuno di noi pensi: sono disposto a servire, sono disposto ad aiutare l'altro? Questo segno è una carezza di Gesù che è venuto proprio per questo, per servire, per aiutarci".

IL RINGRAZIAMENTO AI GIOVANI- Papa Francesco ha voluto ringraziare i ragazzi di Casal del Marmo prima di lasciare il carcere minorile. "Le cose di oggi mi aiuteranno a essere umile servitore, come deve essere un vescovo", ha spiegato rivolto ai giovani. "Quando ho chiesto - ha poi raccontato - dove poteva essere gradita una visita, mi hanno detto a Casal del Marmo e io sono venuto qui. Mi è venuto dal cuore, le cose del cuore non hanno spiegazione".

SEVERINO: HA DATO SENSO AL NOSTRO CUSTODIRE- Un ringraziamento anche dal ministro della giustizia Paola Severino: "Nella parola custodire che lei ha utilizzato nella messa d'inizio Pontificato: c'è un senso speciale, tenere dentro il cuore. Questi ragazzi sono custoditi con tanta anima, hanno trovato qui la possibilità di ritrovare il loro futuro". "Prima i nostri agenti si chiamavano agenti di custodia, non amano essere chiamati così, ma dopo le sue parole riproporrei di nuovo questo nome", ha continuato il ministro Severino. "Lei è il primo custode per questi ragazzi che vogliono una vita futura semplice e onesta", ha poi detto al Papa. Nell'accomiatarsi Francesco ha detto ai giovani: "Adesso mi congedo, ragazzi. Pregate per me. Non lasciatevi rubare la speranza, sempre avanti". Il Papa è poi riaprtito a bordo della "Passat" di servizio della Gendarmeria, avendo rinunciato anche oggi alla vettura Mercedes targata "Scv 1".

UN GESTO FATTO ANCHE A BUENOS AIRES- Il Papa ha sempre prediletto gli ultimi e i deboli per il rito della lavanda dei piedi. Lo ha fatto nelle carceri, in ospedali, in ricoveri di persone sole o malate di AIDS come già nel 2001, quando visitò l'ospedale bairense Muñiz e compì il rito della lavanda dei piedi ai malati della peste del secolo. Il “copione” è stato anche allora lo stesso: Bergoglio è arrivato vestito col clergyman scuro ed un portafogli nero in mano. Ha lavato e baciato i piedi agli ammalati, distribuito la Comunione nei reparti. In quell'occasione ha spiegato al foglio argentino “La Nacion”: “La società si dimentica di poveri e infermi. Per questo ho preferito andare in posti dove le persone vivono delle sofferenze”. L'anno prima era stato in carcere, a lavare i piedi ai prigionieri. Un filo coerente che Francesco sta svolgendo anche a Roma.

Antonino D'Anna

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