Un giudice di Messina ha concesso il cambio di nome e genere senza necessità di intervento chirurgico ai genitali. Un provvedimento rivoluzionario per il nostro Paese, visto che la legge italiana prevede che il cambio di sesso ufficiale, quindi sui documenti, possa avvenire solamente dopo l’operazione chirurgica.
La protagonista di questa storia a lieto fine è una ragazzina di 21 anni, D.M. che ha chiesto di rimanere anonima ma che mostracon orgoglio la sua nuovissima carta di identità dove fa bella mostra un nome femminile e la dicitura “studentessa”. Fino al mese scorso, c’era scritto “studente” e un nome da uomo.
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Ma il suo non è un caso unico: sono oltre 50 mila gli italiani che soffrono di disforia di genere, che cioè non si riconoscono nel loro sesso di nascita. La grande novità di questo provvedimento è che per la prima volta viene sancito il “diritto a una diversa identità di genere” non connessa dal sesso biologico. E quidni la giovane non è stata costretta a cambiare al cosiddetto adeguamento chirurgico prima di poter cambiare i documenti.
Una sentenza, quella n.2242/2014 pronunciata dal diudice Corrado Bonazinga, che farà discutere. “E’ una sentenza storica per la nostra città. E soprattutto fa giurisprudenza – ha sottolineato Rosario Duca dell’Arcigay di Messina – Siamo lieti del risultato e per la persona che ne aveva richiesto l’iter. I complimenti alla famiglia che ha sostenuto la persona con determinazione e senza stancarsi anche nei momenti difficili”.

