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Messineo: “E’ una chiamata alle armi, coprono soggetti esterni”. Csm: “Massima attenzione”

“Sulla verita’, la fondatezza e la corrispondenza al vero delle minacce propalate da Toto’ Riina nei confronti del Pm Di Matteo, e pubblicate su un quotidiano, preferisco non fornire alcun elemento. Partendo da questo pressuposto siamo profondamente allarmati da questa pubblicazione perche’, ammesso che siano vere, queste minacce sembrano una chiamata alle armi che Riina fa al popolo di Cosa nostra contro i magistrati che rappresentano l’accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia”. Lo ha detto all’AGI il capo della Procura di Palermo, Francesco Messineo, dopo le pubblicazioni su Repubblica circa lo sfogo in carcere di Toto’ Riina: “Di Matteo deve morire e con lui tutti i pm della trattativa. Devono morire, fosse l’ultima cosa che faccio”. Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha chiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza per Di Matteo gia’ ‘super-scortato’. Sarebbe stata persino valutato la possibilita’ di un suo trasferimento in una localita’ segreta.

In vari contesti processuali relativi ai processi sulle stragi sono state avanzate ipotesi su varie entita’ esterne che hanno collaborato con Cosa nostra. Nella nostra analisi dei fatti queste minacce, se vere, le abbiamo lette come una copertura ideale per eventuali azioni violente che potrebbero essere compiute da soggetti esterni”. Lo ha detto il capo della Procura di Palermo, Francesco Messineo, dopo le pubblicazioni su Repubblica circa le minacce di morte lanciate in carcere da Toto’ Riina contro Nino Di Matteo e i pm del processo sulla trattativa Stato-mafia. Il capo della procura non ha voluto “confermare o smentire la fondatezza di una notizia che sarebbe dovuta restare segreta. Ma certamente – ha proseguito – la pubblicazione ha destato allarme in procura”. A inizio settimana c’e’ stato un incontro tra Messineo e i magistrati del processo.

Csm, massima attenzione su minacce a Di Matteo – “Massima solidarieta’ e massima attenzione” sulle minacce al pm di Palermo, Nino Di Matteo, provenienti dal boss di cosa nostra Toto’ Riina. A esprimerle questa mattina e’ stato, in apertura del plenum del Csm, il laico del Pdl, Bartolomeo Romano, il quale ha ricordato le “gravissime minacce rivolte a Di Matteo e ad altri magistrati siciliani”. E’ “doveroso – ha aggiunto Romano – manifestare la massima solidarieta’ di tutti coloro che stanno dalla parte giusta, ossia di chi fa il proprio lavoro, e invocare la massima attenzione degli organi preposti alla sicurezza”.