Capire e prevedere come il tumore si diffonde nell’organismo grazie all’albero genealogico delle metastasi. Questa la scoperta effettuata all’Ospedale Generale del Massachusetts e pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti, “Pnas”.
Il nuovo test permette di determinare le relazioni di ‘parentela’ tra il tumore primario e le metastasi in atto ed è stato sperimentato su 22 pazienti con il tumore del colon. “Se riusciamo a ricostruire ‘l’albero genealogico di tutte le metastasi di un paziente – ha spiegato Kamila Naxerova, responsabile dello studio – possiamo determinare come queste differenti masse tumorali sono ‘imparentate’ l’una con l’altra e ricostruire come sia evoluto il cancro”.
Finora ottenere questi dati richiedeva analisi genetiche molto complesse e lunghe, ma il nuovo test promette di essere più rapido. Invece di analizzare l’intera sequenza genetica del tumore, si concentra infatti solo sulle aree del Dna particolarmente suscettibili a mutazioni, errori frequenti che si registrano nel corso della divisione cellulare. Mutazioni non legate direttamente al tumore, ma in grado di raccontarne la progressione e di chiarire la relazione di ‘parentela’ tra le diverse cellule che lo compongono.
(nella foto in alto le immagini di un uomo di 55 anni, australiano, che si è presentato al Princess Alexandra Emergency Department di Brisbane, con un buco in testa, sulla tempia. Da 4 mesi usava una pomata perché sperava lo aiutasse a sconfiggere il cancro alla pelle, come riporta il Daily Mail. Il medicinale gli era stato prescritto da un esperto della cosiddetta medicina alternativa).




