Lo scenario barico uscente dall’intreccio delle molte variabili esaminate per il lungo periodo ci prospetta un mese di gennaio dal tempo piuttosto complesso e variegato sul continente europeo dove, con molta probabilità, agiranno tre forze principali: il flusso instabile, ma mite, atlantico, quello freddo artico-russo e il fronte di alta pressione subtropicale.
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Uno degli aspetti fondamentali che ci preme sottolineare è una sorta di separazione, in riferimento alle conseguenze circa l’azione delle tre forze, tra le medio-alte latitudini e quelle medio-basse, per differenti manovre che le riguarderebbero. Sull’Europa centro-settentrionale dovrebbe essere presente, a nostro giudizio, il maltempo più ricorrente: ciò perché su questi settori continentali dovrebbero agire spesso, a fasi alterne, ma talvolta anche simultaneamente, sia il flusso perturbato e più mite atlantico, sia correnti fredde provenienti dall’Artico scandinavo-russo. Ci sarebbero, quindi, condizioni per frequente maltempo, spesso anche intenso e tempestoso soprattutto tra la Francia e il Regno Unito, e condizioni anche per gelo intenso che, dalla regioni artiche russe e attraverso il Mar Baltico, si riverserebbe fino al centro dell’Europa. Sulle regioni mediterranee e su quelle sud-orientali europee, invece, potrebbe prevalere l’influenza del fronte stabilizzante subtropicale, quindi di un’alta pressione abbastanza ricorrente, con tempo più stabile e clima più mite. Ovviamente, anche su queste aree non è escluso che possano sconfinare perturbazioni atlantiche e, ma questi più raramente, impulsi freddi. In linea generale sulle aree centro-meridionali europee l’instabilità è prevista in misura minore e anche il freddo dovrebbe essere abbastanza centellinato. Ci sarebbe, poi, una sorta di nimbo, ossia settori dove potrebbe alternarsi l’influenza di tutte e tre le forze in gioco nel prossimo Gennaio: si tratta della Spagna centro-settentrionale, della Francia centro-meridionale e anche dell’Italia settentrionale.
Volendo trarre delle conclusioni per la nostra penisola, sulla base di quanto esposto sopra, ecco una possibile evoluzione del tempo per Gennaio, divisa per settori.
NORD – Riteniamo che il messe di Gennaio possa mostrarsi instabile e spesso perturbato con occasioni frequenti per nevicate abbondanti sulle Alpi. Mediamente le nevicate sarebbero possibili a quote oltre i 1000/1200 metri per un flusso atlantico, non freddo, più ricorrente. Mettiamo nel conto, tuttavia, che potrebbero esserci una o due occasioni in cui il flusso più mite atlantico possa interagire con vortici più freddi provenienti da Nordest e in estensione fino all’Europa centrale, con occasione per nevicate fino a bassa quota o persino in pianura. Non mancherebbero anche al Nord delle temporanee fasi di maggiore alta pressione. Temperature nella norma o un po’ sopra.
CENTRO – Influenza del flusso instabile atlantico, ma più fiacca, con piogge ricorrenti alternate a fasi più asciutte. Nevicate in alta quota, mediamente sopra i 1200/1500 metri, ma temporaneamente anche in media-alta collina sull’Appennino settentrionale. La circolazione mediamente occidentale dovrebbe concedere poche occasioni per freddo, semmai qualche strappo temporaneo di cavi relativamente freddi nordatlantici. Su queste regioni l’alta pressione, e quindi fasi di bel tempo, se la giocherebbe alla pari con il flusso instabile atlantico responsabile di fasi più piovose.
SUD – Su queste regioni potrebbe prevalere l’alta pressione con tempo più spesso asciutto e mite. Certamente non mancherebbero temporanee fasi di influenza del flusso instabile atlantico, con locali piogge, ma queste sarebbero minoritarie e più probabili su Campania, Lucania e Nord Puglia. Anche qui poche occasioni per freddo, semmai qualche strappo temporaneo di cavi relativamente freddi nordatlantici, ma con scarsi effetti.
Vi invitiamo a seguire costantemente le nostre rubriche, in quanto aggiorneremo periodicamente questa evoluzione sul mese di Gennaio, in base ad elementi nuovi via via assunti e analizzati.
fonte www.ilmeteo.it

