Migranti: nel 2017 in Francia 85.408 respingimenti, erano 15.849 in 2015
Nel 2017 ai confini della Francia sono stati respinti 85.408 migranti, cinque volte di piu’ rispetto al 2015, anno della reintroduzione dei controlli alle frontiere in cui rimasero fuori in 15.849. Lo riferisce un rapporto dell’associazione francese ‘Cimade’ intitolato “Fuori, dentro: un’Europa che si chiude”, pubblicato alla vigilia del vertice dell’Unione europea sull’immigrazione. Nel documento l’associazione – dal 1939 in difesa dei diritti dei cittadini stranieri in Francia – denuncia “una strumentalizzazione della lotta al terrorismo per controllare l’immigrazione all’interno di un’Europa sempre piu’ chiusa”.
Respingimenti, i veri numeri del “solidale” Macron
Nel caso della Francia l’impennata del numero di migranti bloccati dalle forze di sicurezza – 37% in piu’ rispetto al 2016 – e’ attribuita alla chiusura del confine con l’Italia, sia a Ventimiglia che nelle Alpi settentrionali. Al primo punto di passaggio piu’ di 44 mila persone giunte dall’Italia sono state fermate, il 42% in piu’ rispetto all’anno precedente. Lungo la rotta di Briancon, piu’ a nord, si e’ registrato un boom dei respingimenti del 700%, con 1.900 migranti fermati. Il rapporto, stilato sulla base dei numeri diffusi dalle autorita’ francesi, evidenzia la stessa tendenza alla chiusura nelle regioni della Savoia e dell’Alta Savoia, con un totale di 8 mila respingimenti.
Serrande chiuse anche al confine con la Spagna
Anche al confine franco-spagnolo, nei Pirenei orientali, i rifiuti di ingresso sono notevolmente aumentati, da 26 nel 2015 a 4.411 nel 2017. Inoltre la ‘Cimade’ esprime preoccupazione per la sorte dei minori non accompagnati: lo scorso anno piu’ di 17 mila si sono visti negati l’accesso al territorio francese, di cui 13.500 nella sola regione delle Alpi Marittime (sud). I cittadini maggiormente respinti dalle forze di sicurezza francesi sono sudanesi, in 11 mila, guineani, marocchini e ivoriani, in 5 mila per ciascuna nazionalita’. Alla vigilia del vertice Ue l’organizzazione francese denuncia la “politica del peggio” portata avanti dai paesi europei, che “fanno a gara tra di loro per dissuadere i migranti dal raggiungere i rispettivi territori nazionali”.
