Strage migranti, i traghettatori non compiono azioni “umanitarie”. Dobbiamo dire solo grazie ai militari che prestano aiuto. Analisi
Scendere nell’agone delle polemiche è molto facile. L’Italia è un Paese democratico e vengono quasi sempre tollerate le opinioni scritte o verbali rivolte in modo anche pesante e pedante al che risultano poi, per chi le riceve, offensive se non denigratorie. Voglio cimentarmi anch’io in questo baillamme di voci e di scritti perché dovrebbe essere giunto il momento di avere un po’ di educazione e di rispetto per tutti: vivi e morti. Non sono un filosofo, né ho la pretesa di esserlo, ma vorrei dire a tutte quelle persone che si presentano con bandiere e striscioni che non è così che si porta avanti una posizione in merito a tragedie del mare.
Ho appena letto un articolo dove una delle sopravvissute riportata dal sito online msn.com che dice: “Sono arrivata circa un anno fa in Turchia e abbiamo richiesto la protezione internazionale. Le autorità turche hanno negato la domanda di protezione internazionale mia e di mio marito, motivo per cui dovevamo lasciare a Turchia e quindi viaggiare clandestinamente verso l’Italia. A tal fine, per mezzo di un mio parente, siamo entrati in contatto con un trafficante di cui non ricordo il nome, ma credo sia un trafficante di nazionalità turca. A questo trafficante, io e mio marito abbiamo pagato la somma di 7.000 euro cadauno“. Migranti, superstite a investigatori: “Cinque giorni di navigazione per 7 mila euro, poi lo schianto nella notte”.
Per favore, leggetelo per intero se non per cultura, almeno per cronaca. Allora è vero quello che sto predicando da tempo (e non sono il solo) che gli organizzatori ed i “traghettatori” non lo fanno per puro spirito umanitario, ma per denaro, navigando con legni senza assistenza medica, senza cibo e acqua e senza assicurazione e non so neanche se sono gentili e alla fine del viaggio, quando va bene, lasciati in balia di sé stessi e se non arrivano i soccorsi “chi se ne frega” tanto i traghettatori solo al sicuro perché vengono recuperati dai loro “colleghi” con barche veloci oppure riescono a scappare oltre confine, naturalmente aiutati, alla faccia dello spirito umanitario.
*BRPAGE*
Quello che poi mi rattrista è che quelle persone quando protestano prendono di mira non solo i nostri governanti, ma anche i nostri Militari (Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Marina Militare) che con grande abnegazione sfidano i venti e i tempi … E per curiosità, avete mai provato a non dormire per 24 ore di fila? Provateci soprattutto se siete in un mare agitato e dovete recuperare qualcosa o qualcuno. Per ultimo: dove eravate voi quando dicono di avere dato l’allarme? Risposta: io non ho sentito allarmi!
Ed allora non vi pare che i nostri Militari siano così “disattenti” da non voler prestare soccorso? Qualche volta è bene dare un po’ di aiuto, anche solo morale, a chi si spende diuturnamente per persone che arrivano senza permesso, senza passaporto e Dio sa quando e, nonostante tutto, una volta recuperati vengono rifocillati, curati e ospitati e per i meno “fortunati” accolti con la pietas (La pietà, dal latino pietas, sentimento che induce amore, compassione e rispetto) a nostre spese. A titolo personale vorrei dire grazie a tutti i Militari ed alle persone che prestano aiuto a chi ne ha bisogno e chiudo con una raccomandazione: essere tolleranti e capire che non si può fare l’impossibile sarebbe d’auspicio per tenere sereni gli animi dei vivi e dei defunti. Vasa inania strepunt – I vasi vuoti fanno un gran rumore (proverbio medievale).

