Polemica tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e le Ong. Stamattina, su Twitter, Open Arms ha informato di aver effettuato un intervento di soccorso a un gommone, con a bordo una sessantina di migranti, davanti alle coste libiche in prossimità di Tripoli, dove erano presenti due sue navi. “Salvate e al sicuro 59 persone alla deriva e in pericolo di vita. Ora tutti a bordo diretti verso un porto sicuro”, ha scritto la Ong catalana, pubblicando anche le foto del salvataggio.
E secondo quanto si apprende, la seconda imbarcazione della Open Arms, Astral, si sta recando adesso, su richiesta della Guardia costiera libica, a prestare soccorso a un altro gommone in balia del mare. Sarebbero 65 le persone a bordo del secondo natante. Se confermata, sarebbe un’azione inedita: mai una Ong è stata coinvolta direttamente in operazioni di salvataggio dalla Guardia costiera libica.
“I 59 migranti – ha scritto sempre su Twitter Javi Lopez, uno dei quattro europarlamentari a bordo dell’Astral, l’altra nave della Ong, che si trova sempre davanti alla Libia – vengono da 14 Paesi diversi. Tra loro ci sono quattro minori, di cui due non accompagnati.La Open Arms avrebbe infatti agito in autonomia, senza che vi fosse alcuna segnalazione da parte delle autorità e pur essendo a conoscenza dell’imminente arrivo di una motovedetta libica.
Lo stesso Lopez ha postato un filmato in cui Oscar Camps, fondatore della Ong spagnola, ha accusato le Guardie costiere italiana e libica del naufragio di ieri, quando su 120 migranti a bordo, sono sopravvissuti solo in 16: “Cento persone sono morte nel naufragio di una barca di fronte alle coste della Libia, Open Arms avrebbe potuto salvarle, ma il suo appello è stato ignorato dalla Guardia costiera italiana e da quella libica”.
Tra gli ospiti della nave Ong c’è anche la reporter di Eldiario Gabriela Sanchez, che ha ricostruito le fasi di quanto accaduto stamani. La nave Open Arms ha ascoltato l’avviso di un aereo militare “europeo” relativo a un barcone in difficoltà ascoltando il canale 16 della stazione radio. Il gommone era stato avvistato al largo di Al-Khums, vicino alla costa di Tripoli. La nave, a circa 80 miglia dalla posizione del barcone: “È molto lontano e hanno avvertito i libici, siamo con il diesel al limite… Non possiamo accelerare per arrivare in orario”, dice il capitano Martinez Esteban nel racconto della reporter del quotidiano spagnolo. Alle 10.30 circa, un’ora e venti minuti dopo la prima segnalazione informale, arriva il mayday da Malta. Il capo della missione della Ong chiama Roma, e si dice disponibile ad andare sul posto del naufragio: “Abbiamo ricevuto l’avviso, questa è la nostra posizione, hai bisogno che andiamo?”, chiede Guillermo Canardo a Centro di coordinamento del soccorso marittimo, per poi accorgersi, dopo aver riagganciato, che “i libici sono già lì, li hanno raccolti”.
Sulla questione è intervenuto anche il ministro Salvini, che su Facebook ha attaccato la Ong spagnola: “La nave Open Arms, di ong spagnola con bandiera spagnola, si è lanciata poco fa verso un barcone e, prima dell’intervento di una motovedetta libica in zona, ha in tutta fretta imbarcato una cinquantina di immigrati a bordo. Questa nave – ha aggiunto – si trova in acque Sar della Libia, porto più vicino Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano”.

