Ennesima tragedia in quel tratto dell’Egeo che per tanti rappresenta la porta per l’Europa. Oltre trenta vittime, tra i quali tre bambini, hanno perso la vita quando l’imbarcazione su cui speravano di raggiungere la Grecia è affondata. I corpi sono stati riportati indietro dalla corrente: la polizia ha reso noto che 11 sono stati trovati sulla spiaggia di un complesso residenziale nel distretto ai Ayvalik, nel nord-ovest della Turchia, a poche miglia nautiche dall’isola greca di Lesbo; altri dieci erano sulla costa del distretto di Dikili.
L’imbarcazione partita da Smirne si è capovolta in mare a causa delle pessime condizioni meteorologiche, riportano i media turchi. Otto persone sono state tratte in salvo dalla Guardia costiera che sta conducendo operazioni di ricerca in mare, mentre la polizia sta perlustrando la costa.
Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), sono circa 700 le persone decedute e disperse lo scorso anno durante la traversata del mar Egeo. Nel 2015, sempre secondo l’Oim, un milione di migranti è arrivato in Europa.
Chiusura frontiere, vertice Ue. Il commissario agli Affari interni e all’immigrazione Dimitris Avramopoulos ha invitato i rappresentanti dei governi di Svezia, Danimarca e Germania per “coordinare al meglio la gestione comune della pressione migratoria”. Lo ha annunciato il portavoce dell’esecutivo di Bruxelles Margaritis Schinas. La riunione di domattina a Bruxelles segue la decisione dei governi svedese e danese di reintrodurre i controlli alle frontiere in deroga temporanea a Schengen.
Alla riunione di domani a Bruxelles sono stati invitati il ministro svedese all’Immigrazione e alla Giustizia, Morgan Johansson, la danese all’Immigrazione e integrazione Inger Stojberg e il segretario di Stato agli Affari interni del governo tedesco, Ole Schroeder. L’obiettivo del commissario Avramopoulos, ha spiegato il portavoce Schinas, è quello di “migliorare il coordinamento fra i Paesi coinvolti per assicurare una miglior gestione della pressione migratoria”. Nel frattempo, la Commissione ha avviato “un esame approfondito” sulle decisioni annunciate ieri dalla Svezia, ovvero l’introduzione di “controlli obbligatori dell’identità” di coloro che entrano nel paese attraverso “tutti i mezzi di trasporto”, per verificare se tali decisioni sono coerenti con le norme europee. A una prima valutazione, ha spiegato la portavoce Tove Ernst, sembrano esserci le condizioni di una “minaccia grave alla sicurezza interna” per l’afflusso “senza precedenti” di migranti e richiedenti asilo. Tale condizione è la condizione necessaria per poter derogare al principio della libera circolazione, secondo quanto previsto dall’articolo 23 del codice Schengen.
Camera convoca ambasciatori. Laura Ravetto (Fi), presidente della Commissione Schengen della Camera, ha chiesto di convocare gli ambiasciatori di Svezia e Danimarca affinchè “vengano a riferire al Parlamento su quanto sta accadendo nei loro Paesi”.
“Se non si riesce a fare una difesa delle frontiere esterne con una forza europea – spiega Ravetto – inevitabilmente tutti gli Stati chiuderanno le frontiere interne e Schengen sarà sacrificato. Per l’Italia, sarà il danno e la beffa: continueremo a dover gestire gli sbarchi a Lampedusa, e dovremo fare la coda alle frontiere se vorremo andare nei Paesi limitrofi”. “Se non sapremo proteggere le frontiere esterne – ribadisce Ravetto – finirà Schengen. E con la sua fine, saluteremo l’Europa”.

