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Milano, il trapper Sacky indagato per l’aggressione a due giovani ebrei

Il rapper accusato di minacce e lesioni aggravate dall’odio religioso. Ai domiciliari un componente della sua crew, ritenuto l’autore del pugno che fratturò il naso a una delle vittime

Milano, il trapper Sacky indagato per l’aggressione a due giovani ebrei

Il trapper milanese Sacky, nome d’arte di Sami Abou El Hassan, è indagato per l’aggressione subita lo scorso 1° marzo da due giovani argentini di religione ebraica nel quartiere ebraico di Milano. Al ventiquattrenne è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini con le accuse di minacce e lesioni personali, aggravate dai futili motivi e dalla finalità di discriminazione e odio religioso. L’inchiesta riguarda l’episodio avvenuto davanti a un supermercato, dove le due vittime, arrivate in città per partecipare a un seminario dedicato agli insegnamenti e alle tradizioni ebraiche, sarebbero state notate da un gruppo di cinque o sei ragazzi a causa delle kippah che indossavano.
Secondo la ricostruzione investigativa, dal gruppo sarebbe partito il grido “Fuck Israel”. Il più giovane dei due argentini si sarebbe quindi avvicinato per chiedere spiegazioni, ma sarebbe stato raggiunto da un pugno al volto che lo avrebbe fatto perdere i sensi, provocandogli anche la frattura del naso. A colpirlo, secondo l’accusa, sarebbe stato Abdurahman Hamza, pugile dilettante e componente della crew di Sacky. Il giovane è stato posto nelle scorse settimane agli arresti domiciliari e risponde delle stesse ipotesi di reato contestate al rapper.

Un terzo ragazzo è invece indagato per omissione di soccorso: si sarebbe allontanato dal luogo dell’aggressione senza prestare aiuto alla vittima rimasta ferita.

Nel 2021 Sacky era stato ricevuto a Palazzo Marino da Sala

Sacky non è accusato di avere sferrato il pugno, ma di avere indicato i due giovani appena usciti dal supermercato, richiamando su di loro l’attenzione del gruppo. Il trapper avrebbe inoltre spinto il ragazzo già ferito prima di fuggire insieme agli altri. Il rapper, che conta centinaia di migliaia di ascoltatori mensili sulle piattaforme di streaming, nell’aprile del 2021 era stato ricevuto a Palazzo Marino dal sindaco Giuseppe Sala per discutere dell’apertura di un centro di aggregazione nel quartiere.

Il nome di Sacky era già comparso in precedenti vicende giudiziarie. Nel 2020 era stato accusato di lesioni insieme al collega Neima Ezza. Successivamente era finito al centro di nuove contestazioni per un video nel quale compariva con delle armi insieme a Baby Gang. Da minorenne aveva inoltre trascorso un periodo in carcere per una serie di rapine. Con la chiusura delle indagini sull’aggressione ai due giovani ebrei, la Procura si prepara ora a valutare la richiesta di rinvio a giudizio.