Milano torna al centro di un’inchiesta che intreccia nightlife, escort e clienti facoltosi. Secondo quanto emerge dagli atti della Procura, una presunta associazione a delinquere dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione avrebbe operato tra il capoluogo lombardo e l’isola greca di Mykonos.
Ai domiciliari è finita la 38enne Deborah Ronchi, ritenuta figura centrale del sistema insieme al compagno Emanuele Buttini e ad altri due collaboratori. Il gruppo avrebbe utilizzato la società di pubbliche relazioni ed eventi MA.DE Milano, con sede a Cinisello Balsamo, come copertura per organizzare serate a pagamento con escort e servizi esclusivi.
Dalle carte dell’indagine, coordinate dalla gip Chiara Valori e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, emerge il coinvolgimento di numerosi clienti, tra cui “calciatori professionisti” anche di fama internazionale. I nomi sono stati in gran parte oscurati. Tranne quattro nominativi, che compaiono nell’inchiesta. Sono quelli di Dejan Stankovic, ex calciatore di Inter e Lazio, Daniel Maldini, oggi alla Lazio, Marcus Pedersen, Torino, Christian Volpato, Sassuolo, come riferisce Il Giornale. Dalla richiesta della pm Bruna Albertini alla gip Chiara Valori compare inoltre il nome di Cheickh Niasse, Verona. Ci sarebbero poi altre decine di nomi che possono essere rintracciati utilizzando le parole chiave del decreto di perquisizioni. Nelle intercettazioni compare anche il riferimento a un “pilota di Formula Uno” in cerca di prestazioni a pagamento.
I pagamenti: oltre 450mila euro versati
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda i flussi di denaro. Secondo quanto accertato dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, i clienti avrebbero versato oltre 450mila euro direttamente sui conti correnti degli indagati tra agosto 2024 e oggi. La cifra rappresenta circa un terzo degli oltre 1,2 milioni di euro sequestrati come presunto profitto illecito. A questi si aggiungono ulteriori 757.962 euro versati dalla società Carpa srl, proprietaria del locale “Pineta Milano”.
I locali milanesi coinvolti
L’indagine fotografa una rete diffusa in almeno 26 locali tra ristoranti e club della movida milanese. Nessuna delle attività risulta indagata. Tra i luoghi citati figurano Ceresio7, Langosteria Bistrot, Jazz Cafè, Dolce&Gabbana Martini, Ten Eleven Portrait Milano, Osteria La Risacca, Riviera Milano e il Voya Rooftop al World Join Center. Secondo gli investigatori, in alcuni casi sarebbero stati messi a disposizione spazi riservati dove garantire la presenza di ragazze disponibili per prestazioni sessuali destinate a clienti selezionati.
Un capitolo specifico riguarda il privé del Pineta Milano, in via Messina, che secondo l’accusa sarebbe stato gestito nei weekend dall’agenzia coinvolta nell’inchiesta. Tra i soci del locale compare Giovanni “Gio” Urso, influencer noto nel mondo della nightlife milanese. Non risulta indagato. Un video promozionale pubblicato sui social e acquisito agli atti mostrerebbe la distinzione tra area “comune” e zona riservata per clienti selezionati.
La giovane escort rimasta incinta dopo un incontro con un calciatore
Le intercettazioni restituiscono uno spaccato diretto del presunto sistema, con riferimenti espliciti all’organizzazione degli incontri e alla gestione dei clienti. Tra gli episodi citati anche quello di una giovane escort che contatta uno degli indagati, Alessio Salamone, per comunicare una gravidanza, collegata a un incontro organizzato con un calciatore. Un quadro che, secondo gli inquirenti, delinea una struttura organizzata e continuativa, capace di operare in più contesti e con una clientela di alto profilo.

