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Morte Patrignani, il giallo dell’incidente. La verità dalle schede di soccorso

Morte Patrignani, il giallo dell’incidente. La verità dalle schede di soccorso
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Buone (un eufemismo!) news sull’incidente del 7 aprile scorso avvenuto tra le 13.30 e le 13.45, come risulta dalle schede di soccorso, sul Muro Torto di fronte al parcheggio di Villa Borghese nel quale ha perso la vita il 35enne medico specializzando in anestesia, Riccardo Patrignani. Dalle schede di soccorso, quel giorno sono intervenute alle 13,39 un’automedica e un’ambulanza e il medico 35 enne con sospetto trauma cranico e trauma toracico è arrivato in codice rosso al Policlinico Umberto I alle 14.00… IL RACCONTO DI CARLO PATRIGNANI

di Carlo Patrignani

Buone (un eufemismo!) news sull’incidente del 7 aprile scorso avvenuto tra le 13.30 e le 13.45, come risulta dalle schede di soccorso, sul Muro Torto di fronte al parcheggio di Villa Borghese nel quale ha perso la vita il 35enne medico specializzando in anestesia, Riccardo Patrignani.  Dalle schede di soccorso, quel giorno sono intervenute alle 13,39 un’automedica e un’ambulanza e il medico 35 enne con sospetto trauma cranico e trauma toracico è arrivato in codice rosso al Policlinico Umberto I alle 14.00.

Dal cd audio del 118 si evince chiaramente essere in due a rispondere alle domande dell’operatrice: la prima è una voce maschile chiarissima e molto comprensibile dice ‘molto ugente, urgentissimo’….poi, probabilmente dallo stesso cellulare, una voce femminile si presenta all’operatrice del 118 ‘sono la dottoressa Catanoso del Bambin Gesu’ e dice ‘il polso è buono, il paziente è semi cosciente, non l’abbiamo mosso’.

Non è di Roma la dottoressa Catonoso, trentenne, capelli biondi, occhi chiari, ma di Reggio Calabria e al Bambin Gesù sta facendo la specializzazione. Stranamente però per due volte parla di ‘scontro frontale’, un evento impossibile essendo il Muro Torto a due corsie per ogni senso di marcia!

L’urto tra il motoveicolo Kimco e il furgone della Hertz è avvenuto, risponde la Catanoso all’operatrice, all’altezza del parcheggio di Villa Borghese come le viene suggerito… Purtroppo il 118 non può fornire il numero di telefono del chiamante per privacy… e quindi non si sa, al momento, di chi sia la voce maschile chiara e comprensibile.. La pattuglia dei vigili, due uomini e una donna, del II gruppo dei Parioli, arriva sul posto tra le 14,00 e le 14,10, secondo un maresciallo sardo della Guardia di Finanza che stava passeggiando con la moglie a Villa Borghese e un inserviente extracomunitario del parcheggio di Villa Borghese, accorsi sul posto udito il boato.

Il maresciallo ha scattato prontamente una foto al furgone della Hertz fermo una decina di metri più avanti, sulla corsia di destra, rispetto al corpo del medico riverso a terra sulla corsia di sinistra, mentre il motoveicolo è finito una decina di metri avanti al furgone della Herzt: circostanza questa confermata da altre due testimonianze: un incidente insomma a ritroso con il corpo del centuaro dietro e il motoveicolo molto più avanti.

Gli stessi componenti la pattuglia dei vigili alle 17 mi comunicano al Policlinico Umberto I che trattasi di tamponamento: per loro lo scooter è andato a sbattere contro il furgone. Tesi inverosimile per la disposizione del corpo a terra sulla corsia di sinistra, del furgone una decina di metri più avanti sulla corsia di destra e lo scooter una decina di metri avanti al furgone sempre sulla corsia di destra. Se fosse stato un tamponamento il motoveicolo sarebbe stato nei pressi del corpo del medico 35enne.

Più verosimile la tesi che il furgone nell’immettersi dalla rampa di Porta Pinciana sul Muro Torto abbia urtato il motoveicolo che procedeva a velocità contenuta sulla corsia di sinistra provenendo dal sottopassaggio di Porta Pinciana: nell’urto il centauro è stato sbalzato dal motoveicolo che prima ha carambolato sul guard rail e poi, forse anche spinto dal furgone stesso, sia finito una decina avanti al furgone sulla corsia di destra e una ventina di metri dal corpo riverso a terra del centauro.

Il conducente del furgone di nome Stefano – Moro di cognome come risulta dal procedimento penale aperto dal sostituto procuratore Roberto Felici c/Moro – sparito nel nulla, è stato visto scendere dal furgone con le mani tra i capelli insieme a un secondo occupante il furgone: entrambi non sono di Roma ma erano a Roma per fare consegne di divani per conto di una ditta di Milano. I due avrebbero reso testimonianza ai vigili, ossia il motoveicolo è finito contro il furgone! E per i vigili tutto è finito qui: tamponamento e poi decesso, il caso è chiuso!

Secondo un’altra testimone che percorreva il Muro Torto proveniente da Piazzale Flaminio tra le 14.30 e le 14.35 non notava alcun incidente: nè auto in fila, nè capannelli di persone nè vigili… Un’altra testimonianza poi notava il giorno dopo l’incidente, mercoledì 8, sul posto verso le 12 una decina di vigili con due auto e un pulmino fare rilievi..

Ora sarebbe indispensabile che la dottoressa Catanoso del Bambin Gesù, vista scendere e poi risalire su una Fiat 500 chiara con un distinto signore a bordo, ferma tre o quattro auto dietro la Fiat 500 nuovo modello bianca, con una ragazza e un ragazzo, ferma a un metro dal corpo a terra, dicesse come sono andate le cose e fornisse qualche elemento in più per dare un volto alla prima voce maschile registrata dal 118.

Tutto ciò è l’effetto assurdo di una giustizia magnanima che lascia al singolo disarmato cittadino farsi investigatore se vuole la verità dei fatti, che non è caccia al colpevole ma semplicemente accertamento delle responsabilità in merito a un omicidio colposo da sinistro stradale che non prevede il carcere nè l’ergastolo…