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Cronache

Sono tre le telefonate partite, in marzo, dal cellulare di Maurizia Castiglioni, compagna di Vittorio Missoni, e ricevute dalla sorella e da un’amica della donna. E’ questa la notizia che il settimanale Oggi  rivela in esclusiva. Maurizia Castiglioni è - insieme al compagno Vittorio Missoni, i coniugi bresciani Elda Scalvenzi e Guido Foresti e i piloti venezuelani Hernan Marchan e Juan Carlos Ferrer - una delle persone a bordo dell’aereo scomparso il 4 gennaio 2013 mentre era in volo tra Los Roques e Caracas, in Venezuela.

missoni ape

In marzo, secondo quanto rivela il settimanale Oggi, un’amica di vecchia data di Maurizia Castiglioni ha ricevuto due chiamate dal numero della donna scomparsa. Alcuni giorni più tardi, invece, una chiamata è arrivata sul telefono della sorella di Maurizia. Ma questo non è l’unico mistero. L’altro riguarda il messaggio di testo che Nora, la compagna del copilota Juan Carlos Ferrer, ha ricevuto l’8 gennaio - quindi quattro giorni dopo la scomparsa dell’aereo - dal cellulare del suo convivente. A raccontarlo è María Alejandra Ferrer, sorella minore di Juan Carlos.

Il messaggio, mostrato dal settimanale Oggi, non contiene una frase di senso compiuto, ma solo punti interrogativi, simboli e una lettera. Sono solo sfortunate coincidenze? E’ un macabro scherzo di qualcuno esperto di tecnologia? O magari le persone che erano sul volo del 4 gennaio sono tenute prigioniere e stanno inviando segnali d’aiuto? Da Caracas, poi, è la stessa María Alejandra Ferrer a rivolgere un appello ai media: «Continuate a parlare del caso, solo così potremo sapere qualcosa su dove sono i nostri cari, se sono vivi o morti».

ROBERTO CUSANI, ESPERTO DI TELECOMUNICAZIONI: "I CELLULARI IN ACQUA NON POSSONO EMETTERE ALCUN SEGNALE" - «Se l’aereo è precipitato i cellulari in acqua non emettono alcun segnale. Sono morti. Perché possano funzionare non solo devono essere all’asciutto ma devono avere la copertura di un’antenna vicina. Quindi, analizzando quelle chiamate, si può risalire alla stazione radiobase alla quale si sono appoggiate e scoprire la località dalla quale sono partite». Lo dichiara Roberto Cusani, professore ordinario di ingegneria delle Telecomunicazioni alla Sapienza di Roma, al settimanale OGGI in merito alle chiamate e all'sms giunti da apparecchi in uso agli scomparsi di Los Roques, una notizia che OGGI pubblica in esclusiva. Aggiunge l'esperto: «“Taroccare” un numero di telefono oggi è molto facile. Sia usando Internet, sia un normale apparecchio dal quale, con una procedura particolare, si può far partire una chiamata, occultando il proprio numero e facendone comparire un altro. Quindi chiunque conosca il numero di Maurizia Castiglioni può usarlo per fare un macabro scherzo. Ma è facile scoprirlo, perché se la telefonata è stata fatta con questo sistema non risulta nei tabulati del gestore. Basta la verifica dei tabulati per capire. Ma c’è un altro ostacolo insormontabile: non esiste hacker al mondo che possa violare la rubrica di un telefono. Se i numeri ai quali sono giunte quelle telefonate erano nella rubrica della Castiglioni (con ogni probabilità in successione: Marella e Marilisa, ndr), quelle chiamate non può che averle fatte lei o chi ha in mano il suo cellulare o la sua Sim card».

 

ALTRE STRANEZZE: IL PILOTA SUPERSTITE CHE COMPARE SIA NELL'INCIDENTE DEL 2008 SIA IN QUELLO DEL 2013 E I BORSONI GALLEGGIANTI -  I misteri che avvolgono il giallo di Los Roques non riguardano solo i telefoni. C’è un personaggio all’aeroporto di Caracas che compare sia nella sciagura del 2008 sia in quella del 2013. Lo rivela il settimanale OGGI nell'inchiesta pubblicata nel numero in edicola da domani (anche su www.oggi.it). Si chiama José Antonio Bortone Terife, detto Tony. Secondo quanto sostiene Alejandra Ferrer, sorella del copilota dell'aereo con a bordo Vittorio Missoni, la compagna e due amici, il 4 gennaio di cinque anni fa avrebbe dovuto essere il pilota del Let-410 della Transaven sparito a poche miglia dalla pista di Gran Roque dopo che il comandante Esteban Bessil aveva segnalato lo spegnimento dei motori e il tentativo di ammaraggio. Ma all’ultimo momento Tony, non si sa perché, si sarebbe fatto sostituire dal malcapitato Osmel Avila, precettato in aeroporto. Avila è stato ritrovato morto in mare a 130 chilometri da Los Roques. Tony, il 4 gennaio scorso, era coordinatore dei voli turistici della Transaereo all’aeroporto di Caracas. Probabilmente è solo una coincidenza ma la sera prima che il velivolo con a bordo Missoni e i suoi amici decollasse da Gran Roque, sempre secondo il racconto della Ferrer, lo stesso Tony ha precettato con una telefonata Juan Carlos Ferrer, che era in vacanza a Maracaibo, per avvertirlo che il giorno dopo avrebbe dovuto volare. Così Juan Carlos Ferrer è andato incontro al suo tragico destino. Infine, l’ultimo mistero riguarda i borsoni di Vittorio e Maurizia. Uno è stato ritrovato in gennaio su una spiaggia dell’isola di Curaçao da un turista tedesco. Altri due, invece, da un giornalista su una scogliera dell’isola di Bonaire in febbraio: le borse erano vuote e con le cerniere aperte. Inoltre una di loro aveva un’intelaiatura in ferro ed era particolarmente pesante perché conteneva l’attrezzatura da pesca di Vittorio. Luca Missoni, il fratello minore di Vittorio, ha fatto una simulazione mettendo in acqua un borsone identico con lo stesso peso. È affondato all’istante. E allora come ha fatto il borsone originale a galleggiare per 200 km?

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