“Purtroppo non ho avuto la possibilita’ ” di confessare Aldo Moro nei 55 giorni del seguestro, “nella coscienza dei miei doveri sacerdotali ne sarei stato molto contento”. Lo ha detto, nel corso di un’audizione davanti alla commissione parlamentare sull’uccisione dello statista, monsignor Antonio Mennini, attuale nunzio apostolico nel Regno Unito, che nei giorni del rapimento fece avere alla famiglia Moro alcune lettere dello statista recapitategli dalle Br.
“In ogni caso – ha fatto notare monsignor Mennini, se avessi avuto un’opportunita’ del genere credete che sarei stato cosi’ imbelle, che sarei andato li’ dove tenevano prigioniero Moro senza tentare di fare niente? Sicuramente mi sarei offerto di prendere il suo posto, anche se non contavo nulla , avrei tentato di intavolare un discorso, come minimo di ricordare il tragitto fatto. E poi, diciamo la verita’ di che cosa doveva confessarsi quel povero uomo?”. Il nunzio apostolico – che in apertura di audizione aveva tenuto a sottolineare di essere stato gia’ ascoltato sulla vicenda in sede parlamentare e giudiziaria per ben sette volte – ha confermato che “di un’eventuale confessione non avrei potuto dire nulla, ne’ sui contenuti ne’ sulla circostanze temporali e logistiche, ma non avrei difficolta’ alcuna ad ammettere di essere andato nel covo delle Br. E’ che non ci sono mai stato”.
Mennini ha parlato anche delle iniziative del Vaticano per favorire la liberazione di Moro: “Immagino che il Santo Padre volesse che Moro fosse liberato, ma il clima che c’era era tale, con queste adunate oceaniche dei sindacati che dicevano che non si doveva trattare… Che poteva fare il povero Papa? Quindi ha cercato un’altra strada, quella del riscatto. Due o 3 anni più tardi – ha aggiunto – mi raccontarono che il Santo Padre aveva chiesto di mettere a disposizione 10 miliardi di lire, perché si era fatto balenare l’idea che le Br potessero accontentarsi solo di un riscatto”. Le pressioni del fronte contrario a qualsiasi trattativa con i brigatisti, con in testa il capo del governo, Giulio Andreotti, furono talmente potenti che alla fine lo stesso Paolo VI, nel suo accorato appello “agli uomini delle Brigate rosse” chiese che Moro fosse liberato “senza condizioni”.

