Il mondo della politica, delle istituzioni e dello spettacolo rende omaggio a Francesco Guccini, scomparso oggi all’età di 86 anni. Dai banchi del Parlamento ai social, sono numerosi i messaggi di cordoglio per ricordare il cantautore, poeta e scrittore che ha segnato la cultura italiana.
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Nell’Aula della Camera il ricordo è stato accompagnato da un lungo applauso unanime. A darne l’annuncio è stata la capogruppo del Partito Democratico, Chiara Braga, che ha definito Guccini “non solo uno dei più grandi cantautori italiani, ma un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo, unire generazioni e dare voce a emozioni, storie di vita e a una visione destinata a rimanere anche dopo la sua scomparsa”. Braga ha chiesto che a settembre Montecitorio dedichi una cerimonia alla memoria dell’artista.
Alla proposta hanno aderito tutti i gruppi parlamentari. Il deputato di Forza Italia Fabrizio Sala ha ricordato come Guccini, “pur lontanissimo dalle nostre idee”, rappresenti “un pezzo della storia d’Italia e dell’infanzia di molti di noi”, raccontando di essersi avvicinato alla musica proprio attraverso le sue canzoni. Sulla stessa linea Gianangelo Bof di Futuro Nazionale, secondo cui Guccini “ha trasmesso la cultura di generazioni” e ha saputo far riflettere il Paese con la sua arte, mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha espresso l’adesione del suo gruppo all’iniziativa commemorativa.
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha definito Guccini “una leggenda della musica e della nostra storia”, sottolineando come abbia raccontato l’Italia “con una profondità e un’umanità straordinarie”, dando voce “ai sogni, ai dubbi, alle battaglie e alle fragilità di intere generazioni”, trasformando “le parole in poesia e le canzoni in memoria collettiva”. “Roma si stringe alla sua famiglia e a tutti coloro che oggi perdono un artista immenso e un intellettuale libero”, ha scritto.
Anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha affidato ai social il suo ricordo, citando alcuni dei brani più amati del cantautore, da La canzone della bambina portoghese a Shomèr ma mi-llailah?. “Francesco Guccini se ne va, le sue canzoni restano. Perché sono parte della nostra vita e lo saranno per sempre. La domanda di senso e l’impegno civile, l’amore e la politica: tutto in Guccini acquista profondità e bellezza”, ha scritto, rivolgendo infine un pensiero ai familiari e alla sua Pavana.
Dal mondo dello spettacolo, Simona Ventura ha salutato Guccini come “uno dei più grandi poeti della cultura popolare italiana”, sottolineando che “restano, per sempre, le sue canzoni: uniche, proprio come lui”.
Profondo anche il ricordo del cantautore Francesco Gabbani, che con Guccini aveva collaborato nel progetto Note di viaggio – Capitolo 1: Venite avanti… del 2019, interpretando insieme Quattro stracci. “Le parole continuano a vivere anche quando chi le ha scritte se n’è andato. Le tue continueranno a indicare la strada, a fare domande, a regalare bellezza”, ha scritto Gabbani, definendo Guccini “un riferimento, un uomo capace di trasformare la poesia in musica e la musica in pensiero”.
Il Teatro La Fenice di Venezia ha scelto invece di ricordarlo attraverso uno dei suoi versi più celebri, tratto da Incontro: “Noi corriamo sempre in una direzione… siamo qualcosa che non resta”, accompagnando la citazione con un semplice “R.I.P.”.
Commosso anche il regista Pupi Avati, che ha ricordato il rapporto complesso con Guccini, nato dalla comune amicizia con Lucio Dalla. “Ho sempre avuto una grande ammirazione artistica per lui”, ha raccontato, ricordando anche una reciproca gelosia legata al rapporto con Dalla. Per Avati, Guccini “ha raccontato Bologna e l’Emilia nel modo più autentico, con una poetica coerente e inconfondibile”. La sua scomparsa, ha concluso, rappresenta anche “il dolore di vedere che quella straordinaria Bologna se ne sta andando, e ce ne rendiamo conto solo adesso”.

