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Cronache
Mose, "chiese soldi pure Cacciari. 150 mila euro per Enrico Letta"

Il terremoto Mose continua a devastare destra e sinistra. Stavolta tocca a Cacciari ed Enrico Letta, che comunque non risultano indagati. L'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Mazzacurati, negli interrogatori spara: "L'ex sindaco Cacciari ci disse di aiutare un'azienda per un cantiere da 10 milioni e di sponsorizzare con 300 mila euro la squadra di calcio". E l'ex braccio destro di Mazzacurati coinvolge pure Letta Jr. "Per il finanziamento della sua campagna elettorale fu predisposto un incarico fittizio a un intermediario".

"CACCIARI CHIESE DEI SOLDI" - Sindaci, candidati sindaci e, ora, anche ex sindaci. Nell'inchiesta sul Mose spunta anche il nome di Massimo Cacciari, ex primo cittadino di Venezia. Stando a quanto testimonia Mazzacurati anche lui avrebbe chiesto del denaro al consorzio degli appalti. "Mentre era sindaco mi ha chiesto di aiutare un'impresa che si chiamava Marinese, che veniva da quella che è una grossa impresa che si chiamava Guaraldo", racconta l'indagato Mazzacurati, secondo il quale Cacciari chiese denaro anche per una società sportiva: "Mi ha chiesto una sponsorizzazione di 300 mila euro per la squadra di calcio, però, insomma, una roba così". La società in questione era il Venezia Calcio, che poi comunque fallì nel 2009.

"FINANZIATA LA CAMPAGNA DI ENRICO LETTA" - Le rivelazioni sull'ex premier del Pd arrivano invece da Roberto Pravatà, vicedirettore generale del Consorzio, per 30 anni braccio destro di Mazzacurati. La sua testimonianza è considerata del tutto affidabile, anche perché è nata da una perquisizione nella quale gli inquirenti hanno ritrovato nell'abitazione di Pravatà un diario dove il manager segnava tutto ciò che vedeva lavorando alle dipendenze di Mazzacurati. Ecco che cosa dice di Letta Junior: "Mazzacurati mi convocò per dirmi che il Consorzio avrebbe dovuto concorrere al sostenimento delle spese elettorali dell'onorevole Enrico Letta che si presentava come candidato per un turno elettorale attorno al 2007 con un contributo dell'ordine di 150 mila euro. Mi disse che Letta aveva un intermediario per il Veneto (...). In effetti venne predisposto un incarico fittizio per un'attività concernente l'arsenale di Venezia". L'ex premier, sentito dal Fatto Quotidiano, ha ribattuto: "Non ne so niente. Nego assolutamente. I finanziamenti che ho ricevuto sono tutti pubblici".

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