di Simonetta M. Rodinò
Lo spunto della mostra “Italia: fascino e mito. Dal Cinquecento al contemporaneo” va ricercato nel volume “La percezione visiva dell’Italia e degli italiani”, scritto nel 1989 da Federico Zeri. Il critico e storico dell’arte considerava l’interpretazione e lo studio del patrimonio artistico, nel volgere dei secoli, elemento fondante dell’identità nazionale italiana: riteneva, giustamente, non si potesse separare l’analisi dell’immagine pittorica dalla storia culturale, per quel continuum ideale che trasferisce nell’arte tutte le componenti di conoscenza e sensibilità proprie di ciascun artista. Da qui l’idea di tradurre in rassegna il pensiero di Zeri.
L’esposizione, una sorta di omaggio che gli artisti stranieri rendono al nostro Paese – dall’inizio del Seicento a tutto l’Ottocento meta privilegiata di aristocratici e uomini di cultura di tutta Europa -, da domani nella splendida Villa Reale di Monza, si snoda, attraverso 90 lavori, lungo le sale del secondo piano nobile sia cronologicamente sia per tematiche.
Accanto all’antichità, Italia, per gli autori stranieri, significava anche la fucina di maestri allora contemporanei, da Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Bramante, Tiziano e più avanti da Cellini e Caravaggio.
Nella prima stanza, ecco in dialogo un ritratto di Tiziano e un autoritratto d’inizio ‘600 di Anton Van DycK, mentre nella sala successiva un meraviglioso ritratto di Paul Rubens. Poi… scorrono lentamente i secoli, tra paesaggi, ritratti di cardinali e Papi, vedute di scenari archeologici, scene campestri e mitologiche…con opere che a fatica si possono definire risultato di una seduzione.
Una premessa prima di giungere alla sezione del Novecento. Nell’autunno del 1875 si tennero a Firenze le celebrazioni per il quarto centenario della nascita di Michelangelo: la città si animò di artisti provenieni da tutta Europa. Tre notevoli sculture in mostra aprono la narrazione: una di Auguste Rodin, una di Henry Matisse e una di Henry Moore. Mentre dalle pareti ci osservano la tela “La Pietà” di Salvador Dalì (1982) e “Nu couché” di Pablo Picasso (1932). Non mancano lavori di Yves Klein e Christo, ma peccato per altre opere di grandi artisti il cui contributo in rassegna non è tra i più significativi.
Chiude il percorso un suggestivo lavoro di Anselm Kiefer, del ciclo “Odi navali”, realizzati in piombo e tela dall’artista tedesco nel 2004 ispirandosi alle Odi navali composte da Gabriele D’Annunzio per la morte dell’ammiraglio Saint Bon. L’esposizione è prodotta da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Skira editore e Cultura Domani.
“Fascino e mito dell’Italia. Dal Cinquecento al contemporaneo”
Villa Reale di Monza – Viale Brianza 1 – Monza (MB)
23 aprile – 6 settembre 2015
Orari: da martedì a domenica 10-19; venerdì 10-22;
Ingressi: intero sabato e domenica € 15 (ridotto 13, scuole 5); intero da martedì a venerdì € 12 (ridotto 10, scuole 4)
Infoline: 199151140
Catalogo : Skira editore
www.fascinoemito.it













