Napoli, lividi e crisi d’ansia per un bimbo autistico di 9 anni: scatta la denuncia per maltrattamenti
Un bambino di nove anni con autismo grave e non verbale sarebbe stato vittima di maltrattamenti all’interno dell’istituto scolastico che frequenta a Napoli. A far scattare la denuncia sono stati i genitori, insospettiti dai lividi e dalle ecchimosi che comparivano ripetutamente sul corpo del figlio. A rendere nota la vicenda sono stati il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, e l’europarlamentare di Avs Francesco Emilio Borrelli.
I dubbi della famiglia
Oltre ai segni sul corpo, il bambino avrebbe manifestato frequenti cambiamenti d’umore e crisi d’ansia. La famiglia ha quindi chiesto spiegazioni alla scuola. Secondo quanto riferito da Petruzzi e Borrelli, dal personale sarebbe arrivata una prima giustificazione: “i lividi erano frutto di atti di autolesionismo, ma non convinta da questa risposta, la famiglia ha deciso di applicare un piccolo registratore cucito negli abiti del bimbo per scoprire la verità”.
Le registrazioni
Proprio gli audio avrebbero fatto emergere nuovi elementi. In una nota diffusa dal legale e dall’europarlamentare si riferisce che un operatore di supporto al sostegno si sarebbe rivolto al bambino con toni aggressivi e minacce. Nei file sarebbero inoltre presenti rumori “riconducibili a percosse”, seguiti dal “pianto del bambino”.
La denuncia ai carabinieri
I genitori hanno quindi deciso di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Marianella, denunciando presunti gravi maltrattamenti e violenze fisiche ai danni del figlio. Agli investigatori sono stati consegnati gli audio e i referti del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, che attesterebbero varie lesioni, escoriazioni al collo e contusioni alle braccia, con diagnosi di “maltrattamento di minore”.
“Ciò che emerge dai file è di una gravità inaudita, afferma l’avvocato Petruzzi, il nostro obiettivo è garantire che vengano accertate tutte le responsabilità, sia dirette che per omessa vigilanza, a tutela del piccolo e per evitare che episodi di tale violenza possano ripetersi ai danni di altri alunni vulnerabili”.
Borrelli: “I responsabili siano sospesi”
Sulla vicenda è intervenuto anche Borrelli, chiedendo all’Ufficio scolastico regionale e alle autorità competenti “di intervenire ad horas: i responsabili devono essere immediatamente sospesi da ogni incarico e allontanati dal contatto con i minori. Se quanto emerge dalle registrazioni e dai referti medici sarà confermato, ci troveremmo dinanzi a condotte ignobili”.


