Di Gianandrea Zagato
La destra italiana si spacca. Su Napoli e gli avvenimenti delle ultime 48 ore si divide: o sta con i carabinieri o sta con il rione in rivolta. Esponenti di Forza Italia si mettono la “cimice” dei carabinieri sbandierando la legalità tout court, seguiti a ruota da quelli di Fratelli d’Italia che la divisa dell’Arma l’hanno sempre avuta cara.
E questa per il centrodestra è un’altra occasione persa per ragionare, per capire che esiste una differenza tra difendere lo Stato e difendere le sue guardie, sempre e comunque. Già, lo Stato non ha bisogno di guardie che ammazzano, che sparano dietro le spalle sia un tifoso durante una rissa o un ragazzino di 17 anni che fugge all’alt perché senza casco e patente.
No, lo Stato non ha bisogno di secondini che picchiano a morte un detenuto o di poliziotti che massacrano un giovane esaltato tra droga e alcool. Chi agisce così non fa parte dello Stato ma è un corpo separato e non obbedisce allo Stato.
Ma per il centrodestra rispettabile bisogna difendere comunque l’agente, il carabiniere che ha sbagliato. Accade oggi. Ieri, invece, piagnucolava quello stesso centrodestra a proposito di carabinieri che sparavano ad altezza d’uomo e ammazzavano. La differenza tra ieri e oggi? Una scelta elettorale.

