Spari contro la gente. Colpi da una finestra sulla strada. Napoli torna a tremare, dopo la strage di Miano. un ex guardia giurata imbraccia un fucile da caccia e spara contro i condomini per un cancello lasciato aperto. Otto feriti, tra dui due bambini e un ragazzino.
Marco Castiello, di 76 anni, ex guardia giurata, incensurato, poco dopo mezzanotte si affaccia dal balcone del suo appartamento, ad Afragola, e nota che il cancello non è stato chiuso. L’anziano aveva più volte denunciato il rischio di furti di auto in zona. L’anziano prima inizia a urlare poi imbraccia un fucile da caccia e comincia a sparare. Ferisce otto vicini di casa, fra i quali tre minori. Nessuno dei feriti è in gravi condizioni.
L’uomo poi fugge, ma viene rintracciato e bloccato da polizia e carabinieri e viene portato in Questura a Campobasso.
I feriti: i feriti sono tre minori, uno di sette, uno di 11 e uno di 16 anni, un ragazzo di 21, un giovane di 19 anni e tre donne di 26, 37 e 55 anni. Per nessuno di loro la prognosi supera i 10 giorni.
Il movente: La follia si è scatenata, intorno all’una di notte, in via Ciaramella, ad Afragola, per un portone lasciato aperto che infastidiva Casteillo perchè permetteva a chiunque, a suo dire, di entrare nel cortile e parcheggiare l’auto.
Fugge e non si pente: Subito dopo gli spari, l’uomo è fuggito tentando di far perdere le sue tracce ma è stato successivamente rintracciato e bloccato dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e di Napoli e dagli uomini della squadra mobile della Questura di Napoli. Sul luogo della sparatoria sono intervenuti gli investigatori della polizia Scientifica di Napoli. Anche dopo essere stato bloccato,
Marco Castiello non ha manifestato alcun pentimento per aver sparato colpendo sei persone, per fortuna non gravemente. Agli uomini del commissariato di Afragola, guidati dal vice questore Sergio Di Mauro, ha ribadito: “Ho ragione io”.
Le accuse: Marco Castiello è accusato di tentato omicidio aggravato plurimo. Polizia e carabinieri gli hanno sequestrato il fucile Franchi cal.12 con un colpo in canna, 10 cartucce e una piccola mannaia.
La testimonianza: “Mi dispiace per quello che è successo ma vi giuro che mio zio è una brava persona. Non doveva sparare. Mi scuso io per lui. Però questo è il risultato dell’esasperazione di sette anni di incomprensioni e liti condominiali”. Marco Castiello, circa 30 anni, ha lo stesso nome e cognome dello zio che ad Afragola (Napoli) ha sparato ferendo non gravemente sei vicini. E’ il figlio del fratello Ne prende le difese senza mezzi termini: “lui è anziano, è stato costretto per vicende personali ad abitare qui, una zona un pò degradata ma ha sempre mal tollerato dei comportamenti irrispettosi e maleducati dei suoi condomini. Ripeto, mi dispiace, non doveva sparare ma ora, dopo che fortunatamente nessuno si è ferito gravemente, vorrei la comprensione per una persona che ha sempre rispettato la legge, anche quando lavorava”. Castiello spiega: “potete chiederlo a tutti. Mio zio non è un assassino”. “Il cancello lasciato aperto – spiega il nipote Marco Castiello – è stato solo l’ultimo atto. Mio zio non sopportava che ci fosse quel baccano continuo, anche durante le ore notturne, che la spazzatura fosse buttata dovunque. Quando è venuto ad abitare qui ha subito capito che questo posto non era fatto per lui”.
La ricostruzione: “E’ successo l’inferno. Non so come ce la siamo cavata? Il nipote chiede scusa? Come si fa? Poteva finire molto peggio”. A parlare è Vincenza De Martino, circa 40 anni, appartenente alla famiglia finita nel mirino di Marco Castiello. Lei è stata colpita da alcune schegge alla testa. Ora in lacrime racconta quanto accaduto e mostra i colpi dei pallettoni sul muro del ballatoio e sulla tenda. “Eravamo appena tornati dall’ospedale dove avevamo portato nostro figlio. Appena entrati con l’auto lui ha cominciato ad inveire. Il cancello aperto? Non ci ha dato nemmeno il tempo di chiuderlo. Io stavo salendo con mio figlio. L’altro mio ragazzo era con mio marito che in un primo momento – racconta la signora De Martino – ha fatto finta di niente. Poi non ho capito più niente. Sentivo colpi dappertutto. Mi sono buttata a terra e ho cercato di riparare mio figlio mentre gridavo a mio marito di entrare dentro”. “Quanti colpi? Non lo so, non me lo ricordo. Siamo scioccati – dice – e non penso che dimenticheremo mai quanto successo. Lui ha sempre tenuto da ridire, anche per un nonnulla e quando ieri ha ricominciato non pensavo certo che arrivasse a spararci addosso”.
Il sindaco: Dato che “la sicurezza delle persone viene messa a rischio non solo da episodi di criminalità, ma anche da una condizione di malessere sociale che sfocia in episodi di aggressività o addirittura di follia, occorre un Piano regionale per la
sicurezza che assicuri la massima vigilanza e preveda la tutela dei più deboli”. A parlare è il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, dopo il ferimento di sette persone tra cui una bambina durante una lite tra vicini generata da un cancello non chiuso. “Ringrazio le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, per aver assicurato alla giustizia il responsabile della sparatoria e i soccorsi che hanno prestato cure mediche immediate ai feriti”, aggiunge Tuccillo.
