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Napolitano: valutare indulto e amnistia - I rimedi messi in campo finora e da ora ipotizzabili per risolvere il dramma del sovraffollamento carcerario "appaiono parziali, in quanto inciderebbero verosimilmente pro futuro e non consentirebbero di raggiungere nei tempi dovuti il traguardo tassativamente prescritto dalla Corte europea. Ritengo percio' necessario intervenire nell'immediato con il ricorso a 'rimedi straordinari'". Cosi' il Capo dello Stato, nel suo messaggio alle Camere, ha suggerito al Parlamento di "considerare l'esigenza di rimedi straordinari", in particolare l'amnistia e l'indulto. "La prima misura su cui intendo richiamare l'attenzione del Parlamento - ha proseguito Napolitano - e' l'indulto, che - non incidendo sul reato, ma comportando solo l'estinzione di una parte della pena detentiva - puo' applicarsi ad un ambito esteso di fattispecie penali (fatta eccezione per alcuni reati particolarmente odiosi)". "Al provvedimento di indulto potrebbe aggiungersi una amnistia" ha sottolineato il Presidente. "Ritengo che ora, di fronte a precisi obblighi di natura costituzionale e all'imperativo - morale e giuridico - di assicurare un 'civile stato di governo della realta' carceraria', sia giunto il momento di riconsiderare le perplessita' relative all'adozione di atti di clemenza generale".

Per il Capo dello Stato "per quanto riguarda l'ambito applicativo dell'amnistia, ferma restando la necessita' di evitare che essa incida su reati di rilevante gravita' e allarme sociale (basti pensare ai reati di violenza contro le donne), non ritengo che il Presidente della Repubblica debba - o possa - indicare i limiti di pena massimi o le singole fattispecie escluse. La "perimetrazione" della legge di clemenza rientra infatti tra le esclusive competenze del Parlamento e di chi eventualmente prendera' l'iniziativa di una proposta di legge in materia". "L'opportunita' di adottare congiuntamente amnistia e indulto (come storicamente e' sempre avvenuto sino alla legge n. 241 del 2006, di sola concessione dell'indulto) deriva dalle diverse caratteristiche dei due strumenti di clemenza. L'indulto, a differenza dell'amnistia, impone di celebrare comunque il processo per accertare la colpevolezza o meno dell'imputato e, se del caso, applicare il condono, totale o parziale, della pena irrogata (e quindi - al contrario dell'amnistia che estingue il reato - non elimina la necessita' del processo, ma annulla, o riduce, la pena inflitta)". "La rilevante riduzione complessiva del numero dei detenuti (sia di quelli in espiazione di una condanna definitiva che di quelli in custodia cautelare), derivante dai provvedimenti di amnistia e di indulto, consentirebbe di ottenere il risultato di adempiere tempestivamente alle prescrizioni della Corte europea, e insieme, soprattutto, di rispettare i principi costituzionali in tema di esecuzione della pena". La Corte europea ha infatti dato tempo all'Italia fino al 28 maggio 2014 per mettersi in linea con gli standard comunitari.

"Il messaggio alle Camere del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla questione carceraria e' ineccepibile". Cosi' Enrico Letta ha commentato, in una nota, il messaggio del capo dello Stato al Parlamento. "Il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese. Se e' vero che il grado di civilta' di una nazione si misura dal livello delle proprie prigioni, l'attuale situazione mortifica la dignita' dei detenuti e, con loro, dell'Italia intera", ha sottolineato il presidente del Consiglio. "Le parole di Napolitano, che interpretano al meglio il dettato e lo spirito della Costituzione, indicano la strada per riscattarci", ha assicurato. "Per quanto di sua competenza, nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento come richiamate dallo stesso presidente della Repubblica, il governo continuera' a fare di tutto per recepire indicazioni e sollecitazioni giunte dal capo dello Stato", ha concluso.

Carceri: Fraccaro (M5S), si preparino a Vietnam parlamentare - "Si preparino ad un vero e proprio Vietnam parlamentare!". Lo scrive su Facebook il deputato 5 stelle, Riccardo Fraccaro, dopo le parole di Napolitano su amnistia e indulto. "Il presidente Napolitano - sostiene - e' sotto il ricatto del Pdl: proponendo al Parlamento l'indulto o peggio l'amnistia, di fatto diventa il padrino di un salvacondotto per Berlusconi. Appena due mesi fa e' stato approvato il cosiddetto decreto svuotacarceri, che in teoria doveva servire ad affrontare il sovraffollamento carcerario, e ora il capo dello Stato torna a chiedere misure straordinarie. E' inaudito: il suo messaggio alle Camere, controfirmato da Letta, otterra' l'effetto di un colpo di spugna per l'ex premier! Ovviamente grandi applausi in aula da parte del Pd. O dovremmo cominciare a chiamarlo Dc... L'inciucio continua con la benedizione quirinalizia! Pertini - conclude - non avrebbe mai fatto una cosa del genere, noi ci opporremo con ogni mezzo all'ennesima norma ad personam".

Napolitano: M5S se ne frega dei problemi della gente - Quelli che, come i grillini, mi accusano di volere un'amnistia pro-Berlusconi sono persone "che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere". Lo ha detto, alzando il tono della voce, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo da Cracovia a una domanda sulle perplessita' sollevate dal Movimento 5 Stelle dopo la lettura del suo messaggio alle Camere.

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