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Cronache
'Ndrangheta perquisizioni nelle sedi di Rtl. La Radio: "Non c'entriamo nulla"

Gli uomini del Reparto operativo dei Carabinieri di Vibo Valentia e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, su delega dei pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni e Simona Rossi, con il diretto coordinamento di Vincenzo Lombardo, stanno eseguendo in tutta Italia perquisizioni e sequestri nella sede legale di Bergamo dell'emittente radiofonica "Rtl Radio srl" e in alcune societa' che operano con Rtl.

Le perquisizioni ordinate dai pm Pierpaolo Bruni e Simona Rossi, con il coordinamento del procuratore Vincenzo Lombardo, interessano anche le unita' locali della societa' "Open Space Pubblicita' srl" ubicate a Cologno Monzese (Mi) , Napoli in via Santa Brigida, Roma in via Virginio Orsini, e Torino su Corso Vittorio Emanuele II. Perquisiti poi i locali ed i veicoli in uso a Cosimo Campenni', 34 anni, di Nicotera (Vv), e Giuseppe Ferraro, 33 anni, anche lui di Nicotera, quest'ultimo gia' arrestato negli scorsi mesi per estorsione in un'inchiesta contro il clan Mancuso. Dalle indagini e' emerso che Cosimo Campenni' e' direttamente imparentato col boss Giuseppe Mancuso di Limbadi (che sta scontando un ergastolo). Dal decreto di perquisizione emerge che sia la societa' di Campenni', sia la "Ferraro Management srl", pur dichiarata dal Tribunale di Vibo fallita, hanno acquisito diverse sovvenzioni pubbliche e l'indagine mira attraverso il sequestro della documentazione contabile ad accertare i rapporti tra la cosca Tripodi di Vibo Marina e le predette societa'. Dalle indagini emerge che Rtl e "Open Space Pubblicita' srl" hanno inoltre avuto rapporti finanziari e societari sia con la ditta "Music & Co. di Campenni' Cosimo", sia con la "Campenni' Ferraro Management srl", societa' che dalle risultanze investigative sembrerebbe essere una sorta di "concessionaria con esclusiva" per cio' che attiene agli spettacoli organizzati in Calabria da Rtl.

Rtl, forniti documenti richiesti dalla Dda - "Il Gruppo Rtl 102.5 ha ricevuto la richiesta di produrre i documenti relativi ai rapporti di lavoro intercorsi con persone oggetto di indagine penale. Gli uffici hanno immediatamente fornito la documentazione richiesta e collaborato pienamente alla perquisizione. Tutti i documenti forniti attestano la totale liceita' dei rapporti intrattenuti. Per il resto, il Gruppo Rtl 102.5 non ha nulla a che vedere con quanto contestato agli indagati". E' quanto afferma in una nota l'emittente radiofonica Rtl in ordine alle perquisizioni effettuate oggi nell'ambito di un filone dell'inchiesta antimafia "Libra" condotta dal pm della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni e che vede gia' sotto processo i vertici della cosca Tripodi di Vibo Marina. Il presunto boss del clan, Nicola Tripodi, per anni sarebbe stato stipendiato dalla "Gesti.Tel", societa' controllata al 90 per cento da Rtl. Le due societa' oggetto di perquisizione risiedono fra l'altro allo stesso indirizzo: via Scotti 11 a Bergamo. Anche il patron di Rtl, Lorenzo Suraci (che non risulta indagato) e' originario di Vibo Valentia. Fra le assunzioni in Rtl, oltre a quella di Nicola Tripodi, dall'inchiesta del pm Bruni emerge anche quella di un altro soggetto di Vibo Valentia in rapporti con il boss Tripodi. Il fratello di tale soggetto di Vibo, secondo le indagini, nel 2011 si sarebbe interessato per la costituzione di una loggia massonica occulta.

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