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Neonata morta a Catania, primi indagati. Spettro commissariamento

Primi indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Catania sulla morte della piccola Nicole, colta da una crisi respiratoria subito dopo la nascita a Catania e deceduta mentre veniva trasportata a Ragusa

Primi indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Catania sulla morte della piccola Nicole, colta da una crisi respiratoria subito dopo la nascita a Catania e deceduta mentre veniva trasportata a Ragusa per l’indisponibilita’ di posti di rianimazione neonatale nelle strutture sanitarie catanesi. Mentre il ministro alla Salute non esclude un nuovo commissariamento dello sanita’ siciliana. Cosa che ha fatto saltare i nervi all’assessore alla Salute Lucia Borsellino che ha annunciato le dimissioni. “Ci sono – dice il procuratore Giovanni Salvi – alcune iscrizioni nel registro degli indagati. Dobbiamo procedere necessariamente all’iscrizione di coloro che hanno avuto parte in questo percorso per consentire loro di avere tutti gli elementi per difendersi. Ma per il momento non ci sono individuazioni di precise responsabilita’”. “Attendo il documento finale degli ispettori per assumere tutte le decisioni e le iniziative che competono al ministero – dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – e valutare alla luce non solo di questo drammatico caso se i livelli essenziali di assistenza siano correttamente erogati dalla regione o se ricorrano elementi per un nuovo commissariamento sugli aspetti di organizzazione e l’appropriatezza per garantire la sicurezza dei pazienti. E il governatore Crocetta stia sicuro che, come sempre, chi ha responsabilita’ oggettive dovra’ renderne conto”.

“Dopo le dure parole del ministro – e’ la risposta di Borsellino – non ci sono piu’ gli elementi minimi per continuare il mio mandato e nei prossimi giorni rassegnero’ le dimissioni. Ho gia’ informato il presidente Crocetta”, il quale non ci sta, ma la decisione e’ presa. “Continuero’ da dirigente dell’assessorato a cercare la verita’”. Su Facebook la madre della piccola Nicole urla il suo dolore: “La nostra bambina non c’e’ piu’ e non per cause naturali ma per un errore umano. Quello che dicono i Tg e’ solo una parte della verita’, ma presto si avra’ giustizia, presto tutto verra’ alla luce e la mia bambina avra’ pace. Non mi hanno permesso di vederla, di stringerla a me, di accarezzare la manina e farle sentire che le ero vicina, me l’hanno portata via, senza averle potuto dare il suo primo e ultimo saluto. Questo dolore ci svuota e ci toglie la voglia di vivere”.

Il procuratore Salvi ha sottolineato che “e’ un caso complesso e ci vorra’ del tempo. Bisogna valutare l’origine della patologia, le cure prestate, la richiesta alle strutture specialistiche e il trasporto”. Il cadavere di Nicole e’ nell’obitorio dell’ospedale “Paterno’ – Arezzo” di Ragusa e l’autopsia potra’ essere eseguita tra lunedi’ e martedi’. Al lavoro gli ispettori inviati dal ministero della Salute. A quanto si apprende, hanno gia’ acquisito diversi elementi, su cui si incentrera’ una riunione fissata per lunedi’ a Catania con i carabinieri che indagano sul caso, per poi definire le prossime mosse. Anche la Regione ha istituito una commissione d’inchiesta. “Massimo rigore”, assicura l’assessore alla Salute Lucia Borsellino che, su un possibile legame tra la morte della piccola e il taglio dei posti neonatali ha chiarito: “La nuova rete ospedaliera regionale prevede addirittura un numero di posti letto per terapia intensiva neonatale di gran lunga superiore agli standard nazionali. Ho dato mandato a tutti i direttori delle aziende, tutti i livelli di responsabilita’, anche della stessa casa di cura. E poi su quelli costruiremo i nostri provvedimenti”. Il governatore Rosario Crocetta assolve gli ospedali e accusa i medici: “I tre ospedali catanesi sono tra i piu’ attrezzati e efficienti non solo della Sicilia, ma di tutto il Sud Italia. Bisognera’ entrare nel merito delle decisioni del personale medico, che sicuramente ha fatto degli errori di valutazione”. Replica Vincenzo Di Benedetto, primario dell’Utin del policlinico di Catania, una delle unita’ intensive in cui non c’era posto per Nicole: “Chiamatela col suo nome, malapolitica, perche’ questo non e’ un caso di malasanita’. Giornalmente dobbiamo rifiutare ricoveri in questa unita’ di terapia complessa, cosi’ come altre unita’ catanesi. Colpa dei tagli sconsiderati alla sanita’ regionale”. La casa di cura Gibiino di Catania, dove Nicole e’ nata respinge “fermamente ogni illazione e congettura. Dagli esami autoptici emergera’ che il decesso e’ stato causato da fattori che esulano dall’attivita’ dei medici della struttura, che hanno fatto di tutto per salvare la vita alla neonata utilizzando cannule e sondini immediatamente dopo la nascita”.