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Omicidio stradale, i familiari delle vittime contro il ddl:”Non basta”

Omicidio stradale, i familiari delle vittime contro il ddl:”Non basta”
incidente milano tir (3)
I familiari delle vittime: “Nel ddl si parla di omicidio stradale colposo per guida in stato di ebbrezza o droghe. Le pene non cambiano ed è sparita la distrazione consapevole. Non siamo stupidi, così non cambia nulla. Non ci stiamo”. 24 città in corteo

“Leggiamo sul quotidiano La Stampa che il relatore Giuseppe Cucca, presenta in Commissione Giustizia del Senato un DDL nel quale si parla di OMICIDIO STRADALE COLPOSO per guida in stato di ebbrezza o droghe, con pene da 5 a 12 anni, con una pena minima di 5 anni che con le riduzioni per le attenuanti e per patteggiamento e rito abbreviato faranno tornare la pena a 3 anni e quindi non cambia nulla”, attacca Marina Fontana, una delle persone più attive nella lotta per l’introduzione dell’omicidio stradale. “In più non si parla di distrazione consapevole (utilizzo di cellulare per inviare sms alla guida, tablet per guardare film, etc) e di alta velocità (superamento dei limiti di velocità) e nemmeno di ergastolo della patente. Così non ci siamo e non ci stiamo!!!! Non siamo stupidi, e non siamo emotivi, noi siamo e stiamo attenti con lucidità e con dignità….” 

Martedì 24 marzo 2015, alle ore 17, in contemporanea nelle città italiane, raduno spontaneo di singoli cittadini per “chiedere ancora una volta l’istituzione del reato di omicidio stradale” più volte annunciato dal premier Matteo Renzi. L’iniziativa nasce in modo spontaneo, senza alcuna voglia di vendetta, e senza alcuna emotività, dopo l’ennesima sentenza ingiusta della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni, comminata in primo grado, e confermata in secondo grado, all’uomo che ha ucciso quattro ragazzi francesi guidando volontariamente contromano e in stato di ubriachezza, e parlo da moglie di una vittima della strada. Una sentenza che uccide continuamente tutte le vittime della strada rinnovando il dolore di tutti i familiari che hanno perduto una persona. Questa riunione ha come obiettivo sensibilizzare, in modo pacifico, ancora di più l’opinione pubblica e il governo al tema delle vittime della strada ripetutamente offese da sentenze ingiuste che rinnovano il dolore.

Una manifestazione che “germoglia” senza alcuna volontà di protagonismo o individualismo, senza alcuna sigla o voglia di mettere delle etichette, senza sponsor e volti noti a dare il via, ma che speriamo possano aderire e supportarci. – A Roma dopo il diniego del Questore di Roma al raduno della succitata manifestazione nella Piazza del Quirinale per motivi di sicurezza, assolutamente rispettosa delle leggi del mio Paese ed in ossequio a questa decisione porto a conoscenza tutti voi che il raduno è stato spostato davanti la Prefettura, in Piazza Dei Santi Apostoli (siamo sempre vicini al Quirinale) – per chiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di vigilare affinché si proceda celermente, nelle sedi opportune, a fissare una data certa e rapida che consenta in tempi brevi l’istituzione del reato di “omicidio stradale” con la speranza che rilasci una dichiarazione o che riceva alcuni familiari.

Nelle altre città italiane i partecipanti si riuniranno davanti le prefetture, uniti alla Piazza del Quirinale, per sollecitare il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a rispettare l’impegno, da lui stesso assunto al momento dell’insediamento, ponendo fine alle lungaggini procedurali e rilasciare una dichiarazione ufficiale con una data certa, con l’impegno a sbloccare l’iter parlamentare in Senato, o in alternativa, a velocizzare l’iter sull’istituzione del reato di Omicidio Stradale, per decreto. Io parteciperò da Palermo. Basta portare un fiore o un cartello o un foglio con scritto “Vogliamo una data certa per l’istituzione del reato di omicidio stradale”. Alle 17,30 la dov’è possibile si suonerà il “Silenzio” in memoria delle tante, troppe, vittime della strada – e verranno elencati alcuni nomi, senza cognomi, per rappresentare “tutte” le vittime della strada, una strage continua. Perché lo Stato lascia impuniti i colpevoli e punisce con l’ergastolo del dolore le vittime di questi omicidi stradali? – Non è più accettabile, dopo tanti anni, tante promesse, tante inutili parole, che non sia stato ancora istituito il reato di omicidio stradale e che a causa di ciò continuino ad rimanere impuniti delitti come questo.

I familiari delle vittime della strada, condannati all’ergastolo del dolore, consapevoli che l’istituzione del reato di omicidio stradale non potrà essere applicato per dare giustizia ai loro cari, in quanto il penale non è mai retroattivo, non smetteranno mai di chiedere un futuro dove chi uccide sulla strada perché guida in modo consapevolmente distratto, per l’uso del telefonino o del tablet, o che uccide perché guida sotto l’effetto di alcol e/o di sostanze stupefacenti, o che uccide perché supera i limiti di velocità, sia accusato e condannato per omicidio stradale e sconti una pena certa e immediata, e in alcuni casi abbia anche la sospensione a vita della patente. I protagonisti non siamo noi partecipati al raduno pacifico, sono tutte le vittime innocenti, ingiustamente decedute sulle strade, a causa di autisti incoscienti e senza regole, trasformatisi in assassini, che continuano a avere una loro vita dopo averne rubato un altra, che non hanno mai chiesto scusa: questa ingiustizia fa male, e tutti noi, vittime superstiti, lo sappiamo e ne viviamo il dolore ogni secondo. 

Marina Fontana Cona 
con Armando Melodia (cugino di Marina Fontana)
Palermo 19 Marzo 2015