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Cronache

"Non c’è un pettegolezzo, una segnalazione, una confidenza che ci abbia aiutato a trovare la madre di ignoto 1. Non è possibile che nessuno sappia come e dove è nato il Yara/ Esame Dna conferma, l'autista è il padre…”. A dirlo ai microfoni di Telelombardia è Fortunato Finolli, Questore di Bergamo, che a tre anni dalla morte di Yara Gambirasio conferma come la “pista Gorno” sia l’unica utile alle indagini.

“Abbiamo fatto moltissimi accertamenti su orfanotrofi e persone nate senza padre nei comuni limitrofi a Gorno. Purtroppo, però, più passa il tempo più il cerchio si allarga, al contrario di come dovrebbe essere – continua il Questore - Può anche essere che la madre di ignoto 1 sia deceduta ma è possibile che non abbia confidato a nessuno la sua relazione, anche occasionale, con l’uomo di Gorno?” Da qui l’appello che Finolli fa pubblicamente: “Chi sa qualcosa su questa storia parli e ci aiuti anche con un piccolo spunto che per noi può significare un varco. Yara, interrogato un giovane imprenditore:…almeno faccia una segnalazione a programmi televisivi. Per noi sarebbe molto importante”.

 

 

LA SVOLTA - C'è un giovane, fino ad ora mai sentito dagli inquirenti che avrebbe detto si conoscere l'assassino della ginnasta di Brembate di Sopra. Giovedì gli inquirenti lo hanno interrogato per oltre due ore. L'uomo, ha rivelato la trasmissione di Retequattro "Quarto Grado", è un albergatore originario di un paese che dista cinque chilometri da Brembate di Sopra, e non era mai stato ascoltato dagli investigatori né era stato sottoposto al prelievo del Dna. Il giovane, che non è formalmente indagato, ma sul quale sono in corso ulteriori accertamenti, ha dichiarato ai giornalisti di avere alcuni amici il cui Dna è stato confrontato con quello dell'assassino di Yara ("Ignoto 1"). Il ragazzo ha anche dovuto rispondere a domande su suoi conoscenti impiegati, ai tempi della scomparsa di Yara, nei lavori di costruzione del centro commerciale di Mapello.

CAPELLI E TESSUTI - La trasmissione ha inoltre svelato che tra i numerosi capelli, peli e tessuti epiteliali repertati sul corpo di Yara Gambirasio nel campo di Chignolo d'Isola, alcuni non appartengono alla giovane né sono di origine animale: la notizia è stata data venerdì mattina, in un incontro riservato durato tre ore, alla titolare delle indagini, il pubblico ministero Letizia Ruggeri, dal dottor Carlo Previderè, ricercatore del Dipartimento Medicina Legale e Scienze Forensi dell'Università di Pavia, nominato consulente della Procura di Bergamo. I reperti saranno ora ulteriormente analizzati per tentare di risalire ai gruppi etnici di appartenenza e, se lo stato di conservazione lo permetterà, all'individuazione di precisi profili genetici. Il professor Fabio Buzzi, direttore del Dipartimento di Pavia, a "Quarto Grado" ha però posto il problema dei costi: l'analisi di ogni singolo reperto costa circa 100 euro e i reperti sono migliaia.

IL PRECEDENTE - Nuova conferma sull'identita' dell'assassino di Yara Gambirasio. Sono arrivati in questi giorni i risultati degli esami sui campioni prelevati lo scorso marzo dalla salma di Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno (Bergamo) morto nel 1999 e che secondo gli inquirenti avrebbe avuto un figlio illegittimo negli anni Sessanta, figlio che sarebbe appunto l'omicida.

Il Dna dei campioni dell'uomo e' stato comparato con quello dell'assassino prelevato dalle tracce di sangue trovate sui vestiti della vittima (si pensa che l'assassino si sia tagliato con un coltellino che stava usando per cercare di tagliare gli slip di Yara).

Il confronto dei due campioni ha confermato che l'uomo e' il padre dell'assassino. Finora l'unico campione genetico di Guerinoni era stato prelevato dalle tracce di saliva sul retro di una marca da bollo. Intanto a Gorno nelle prossime settimane saranno prelevati campioni di Dna da 700 donne che tra gli anni Sessanta e il 1998 hanno frequentato Salice Terme, dove Guerinoni andava in villeggiatura per le cure, e dove i due potrebbero avere avuto la relazione clandestina.

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