A- A+
Cronache

"Partecipai al sequestro di Emanuela. Io ero uno dei telefonisti". A parlare è un supertestimone, che in cinque interrogatori ha raccontato la sua verità sul caso Orlandi. E' stato lui a far ritrovare un vecchio flauto in un ex stabilimento cinematografico, dicendo che apparteneva alla "ragazza con la fascetta". E afferma: "Il rapimento fu "organizzato dal nucleo di intelligence di cui facevo parti per esercitare pressioni sulla Santa Sede. Il sequestro bluff riguardò anche Mirella Gregori". Poi rivela: "Emanuela restò a Roma fino al dicembre del 1983. Poi venne spostata a Parigi, potrebbe essere lì anche adesso".

La notizia-bomba è data da Fabrizio Peronaci sul Corriere della Sera. Il superteste, M.F.A., ha messo in conto di finire sotto accusa per uno dei gialli più inquietanti del dopoguerra, è andato ben oltre le prime ammissioni sul flauto. Al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al pm Simona Maisto, ha raccontato di essere stato "uno dei principali telefonisti" del sequestro. Quel 22 giugno, continua Peronaci, a corso Rinascimento, dove la quindicenne sparì, lui sarebbe stato "appostato per scattare fotografie alla Bmw su cui c'era De Pedis", e nei mesi successivi avrebbe incontrato "moltissime volte Emanuela".

Il primo dubbio è scontato: perché parla 30 anni dopo? La risposta è che confida nel "nuovo clima" in Vaticano dopo l'avvento di papa Francesco e nel fatto che altri, "soprattutto le ragazze coinvolte in quello che è stato un sequestro-bluf"», seguano il suo esempio. Il teste precisa che il "primo impulso" gli è venuto dall'essere stato "coinvolto in un omicidio, sempre nell'83, in una pineta vicino la villa di un magistrato che seguiva la pista bulgara sull'attentato a Wojtyla".

Le sparizioni di Emanuela e Mirella andrebbero spiegate, secondo il teste, mesi dopo l'attentato a San Pietro, "quando i servizi segreti dissero ad Agca che se avesse collaborato avrebbe avuto la grazia sia del Papa che del presidente della Repubblica".  L'uomo, ex collegiale, appassionato di cinema, ha spiegato che fu contattato da ecclesiastici che "in virtù della mia creatività mi proposero di collaborare con sacerdoti un po' peccatori per creare situazioni da usare contro certi paesi dell'Est". Il gruppo sarebbe intervenuto come "una lobby di controspionaggio", nell'ambito di presunti contrasti tra opposte fazioni vaticane, con foto e intimidazioni su temi caldi come "la gestione dello Ior, la revisione del codice di diritto canonico, i finanziamenti a Solidarnosc, le nomine". Ora resta da capire se la testimonianza è sincera e offre elementi concreti per risolvere uno dei gialli più clamorosi degli ultimi decenni.

Tags:
emanuela orlandivaticano
in evidenza
Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

Politica

Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità





casa, immobiliare
motori
La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz

La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.