Il Nobel più atteso. Arriverà oggi il premio dell’Accademia reale svedese all’uomo che di più lo scorso anno si è battuto per la nobile causa della pace nel mondo. I bookmakers sono sicuri e dicono “Papa Francesco” anche se fioccano gli outsiders. Le nomination sono varie. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, per il suo ruolo ‘pacificatore’ nella crisi siriana e per il suo intervento nella intricata situazione geopolitica ucraina. Tra i candidati spunta anche Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha ricevuto asilo politico proprio in Russia. Un nome sponsorizzato non da ieri da due politici norvegesi che avevano motivato la loro decisione sottolineando “quanto le denunce e le rivelazioni dell’ex tecnico della Cia e della National Security Agency” abbiano contribuito a creare “un ordine mondiale più stabile e pacifico”.
Altri outsiders? Senz’altro il segretario generale dell’Onu, Ban–Ky Moon, impegnato h24 a sopire gli scenari ingestibili del conflitto globale economico e bellico in corso. Una candidatura ‘istituzionale’. E ottime credenziali può vantare anche Denis Mukwege, il medico congolese fondatore del Panzi Hospital a Bukavu, da anni a fianco delle donne che hanno subito violenza. Un fenomeno tristemente frequente in Africa ad opera delle milizie armate ma sempre più in metastasi nel pianeta, dai tagliatori di gole dell’Isis agli episodi seriali in India.
E, ancora di più – qui le quotazioni salgono – l’attivista pachistana per i diritti civili Malala Yousafzai, ora accolta a Londra dopo essere sopravvissuta quasi per miracolo ad un agguato talebano mentre si trovava sulla via per andare a scuola. Era il 2012, l’anno precedente all’elezione al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco. Che, certo, mai direbbe: “Chi meglio di me?”. Con ogni probabilità sorridendo di fronte al cabaret di pronostici della vigilia e, ancora di più, leggendo le dichiarazioni di Jon Ivan-Duke – voce autorevole della bettin’ house William Hill – secondo il quale “forse qualche ispirazione divina è al lavoro”.
