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Cronache
Paghe alte, benefit e viaggi gratis. Le italiane tornano a fare le tate

 

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Di Anna Gaudenzi

Sarà la crisi, sarà la voglia di viaggiare, ma gli italiani e le italiane stanno ritornando a considerare professioni un tempo snobbate come quella della tata e del maggiordomo.

L’Inps ha attestato che tra il 2008 e il 2012 è aumentato del 20% il numero di italiani che decide di fare la colf o la badante (ora sono 133.431 sul totale di 651.911). Ma potrebbero anche essere molti di più se è vero, come sostiene Eures, la rete europea dei servizi per l' impiego, che 6 su 10 lavorano in nero.

In un periodo in cui trovare un mestiere ben remunerato è diventato difficile anche per chi può contare su un curriculum con laurea e master, non è poi così strano avvicinarsi a un lavoro che promette un guadagno di almeno 1200 euro al mese.

DALLA LAUREA IN PEDAGOGIA ALLA CONOSCENZA DEL MANDARINO. ECCO COME DEV'ESSERE LA BABY SITTER DEI DIVI DI HOLLYWOOD

Fare la tata può essere davvero remunerativo. Soprattutto se a offrire un lavoro sono i  divi di Hollywood. Angelina Jolie e Brad Pitt sborsano per ciascuna delle loro bambinaie, una per ognuno dei loro sei figli, circa 150 mila dollari l’anno.

La super tata in questione deve possedere una laurea in pedagogia, parlare perfettamente le lingue di origine dei bambini ed essere disponibile in qualsiasi momento a partire per mete esotiche.

Come spiegano alla all’International Nanny Association, il meeting internazionale che nel 2012 si è tenuto a Las Vegas, la pazienza e la capacità di trasmettere serenità sono essenziali sopratutto se la famiglia ha alle spalle divorzi o dipendenze varie.

A New York l’agenzia più frequentata da clienti ricchi e famosi è la Pavillon Agency. Gli annunci sono molti e le aspettative diverse. Gwyneth Paltrow-Chris Martin, per esempio, chiedono che la nanny parli il mandarino e conosca latino e greco.

Per altri è fondamentale che la baby sitter abbia la patente nautica, oppure si intenda di arte contemporanea. Anche l’abbigliamento deve essere curato e alla moda.

Ma d’altra parte con lo stipendio promesso non è impossibile comprare vestiti firmati. La paga di una nanny con poca esperienza nell’Upper East Side parte dai 60mila dollari l’anno ma può arrivare facilmente ai 130mila. E le italiane sono molto richieste anche per la cucina mediterranea, considerata tra le più sane dagli americani per la dieta dei bambini.

A.G.

Se poi si sceglie di fare il baby sitter all’estero, magari presso una famiglia russa o araba, lo stipendio può facilmente raggiungere i 4000 euro, vitto alloggio e altri benefit compresi.

“La richiesta di tate italiane è aumentata esponenzialmente negli ultimi due anni” dice Paola Diana, responsabile dell’agenzia Nanny&Bulter, che si occupa di reperire maggiordomi e bambinaie per le famiglie più in vista: “Sono in tante a offrirsi anche come badanti”.

L'INTERVISTA

Quali sono i requisiti che una nanny modello deve avere?

“Deve essere soprattutto affidabile. Noi controlliamo almeno tre lettere di referenza per sapere chi abbiamo di fronte. Naturalmente deve avere la fedina penale pulita. E’ essenziale che sia disposta a spostarsi dall’Italia e in questo periodo non è difficile trovare donne pronte a farlo”.

L’età è importante?

“Le famiglie richiedono ragazze giovani ma anche donne adulte, che abbiano già una propria famiglia e per questo abbiano maturato esperienza”.

Quanto viene pagata una nanny in Italia?

“Si parte da un minimo di 1200- 1400 euro al mese a cui va sommato il vitto e l’alloggio. Però si arriva facilmente ai 2500 euro se si decide di andare fuori. Ora abbiamo aperte posizioni per Washington, Londra e Dubai. Le richieste sono continue e anche le risposte da parte di aspiranti baby sitter”.

Ci sono offerte anche per uomini?

“Alcune famiglie richiedono baby sitter maschi, soprattutto per accudire bambini delle elementari. Altrimenti i ragazzi sono molto richiesti come maggiordomi e personal chef. La cucina italiana piace moltissimo e sempre più famiglie desiderano un cuoco italiano disposto a cucinare per loro tutte le sere”.

LA STORIA DI ISABELLA: "ECCO PERCHE' FACCIO LA NANNY"

Isabella ha 33 anni e ha scelto di fare carriera come tata. Ha iniziato come ragazza alla pari a Londra e ora si occupa full time di due bambini di 8 e 6 anni a Roma. Per il futuro ha programmi molto chiari: “Voglio trasferirmi a Washington o Dubai”. "All’estero", infatti, "la tata viene considerata una di famiglia”.

Come ha iniziato la sua professione?

“Dopo il liceo sono partita per Londra. Volevo imparare l’inglese. Lì ho lavorato presso una famiglia e passavo molto tempo con i bambini. Ho capito che il mestiere di tata faceva per me”.

Ora dove lavora?

“Faccio la tata ai figli di una coppia romana di avvocati. Non hanno tempo di seguire i bambini e quindi mi occupo di loro tutti i giorni. Li vado a prendere a scuola, poi li porto a nuoto, catechismo e basket. Faccio da vice mamma e mi piace molto. Quando capita parto con la famiglia per il weekend. Andiamo insieme in vacanza al mare e in montagna”.

Che cosa vorrebbe fare nel futuro?

“Mi piacerebbe molto lavorare all’estero, a Washington o Londra, dove per le baby sitter italiane ci sono molte possibilità di inserimento. Mi piace viaggiare. Trasferirmi in America sarebbe un sogno”.

Quanto potrebbe guadagnare col suo lavoro in America?

“Almeno 500 dollari alla settimana e con un po’ di esperienza potrei arrivare a guadagnare 3000/4000 dollari al mese. Vitto, alloggio, macchina e benefit esclusi. Nei paesi anglofili la tata è una figura sacra. In Italia è un mestiere ancora piuttosto snobbato ma i vantaggi e i profitti possono essere notevoli”.

A.G.

 

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