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Cronache
Palermo, busta con polvere sospetta a Grasso

Una busta indirizzata all'abitazione palermitana del presidente del Senato Pietro Grasso e contenente un oggetto di metallo e polvere sospetta e' stata individuata nel centro meccanografico delle Poste di Palermo. Lo riferisce il sito di 'Repubblica', secondo cui nella busta c'era anche una lettera con frasi minacciose. Sulla vicenda indagano la Procura e la Squadra mobile.

Grasso, torni Commissione. Serve visione globale - Pietro Grasso torna a suggerire come migliore strumento per "la ricerca della verita'" sulle stragi, l'istituzione della Commissione "che si affianchi alla magistratura" cosi' da rappresentare "un modo piu' concreto per garantire anche la pari partecipazione dei vari gruppi politici e accedere agli atti delle precedenti". Il presidente del Senato affronta la questione nel corso di una puntata tematica di Radio Anch'io e osserva che la questione non e' tanto la disponibilita' dei documenti da parte della magistratura, visto che "sono tanti, specie dopo la legge del 2007 che ha rimodellato i Servizi di sicurezza e per la quale non e' piu' opponibile il Segreto di Stato. Il problema - rileva - e' che, di volta in volta, ad ogni passo avanti bisognerebbe quasi 'resettare' tutto perche' ogni elemento nuovo da' una luce diversa a cio' che si conosceva prima". Dunque, osserva ancora, "una visione globale dei documenti puo' aiutare ed e' questo - sottolinea - il grande messaggio arrivato dal presidente Renzi, con la pubblicazione di atti che da soli potrebbero non dare un apporto ma insieme possono contribuire a una visione di insieme, anche storica", dei fatti piu' bui della storia repubblicana. E Grasso segnala questa declassificazione come "un grosso passo avanti, una linea di tendenza, di novita' da parte di un vertice di governo visto che in passato, magari, se non ci si opponeva certo non si facilitava" il lavoro degli inquirenti. Se Laura Boldrini indica il caso Sindona come uno di quelli sui quali indirizzare l'attenzione valendosi del nuovo contesto e delle nuove regole, Grasso osserva che "se conoscessi carte da rendere pubbliche lo direi ma questo - osserva l'ex magistrato - non si puo' se non con un'altra legge o con richiesta di desecretazione, che peraltro dovrebbe essere valutata da un'apposita commissione. E poi devi sapere cosa andare a cercare se lavori per atti singoli. Per questo dico che sarebbe meglio mettere la disponibilita' degli archivi a analisti e studiosi".

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