Papa Francesco ha messo ancora una volta in relazione, nella catechesi all’udienza giubilare, il “peso” delle ricchezze che impediscono a chi le possiede di amare gli altri, e il comandamento evangelico che ce lo chiede. Ed ha cosi’ esortato i presenti in piazza San Pietro a seguire il Vangelo “liberandoci dalla schiavitu’ – ha scandito – del benessere materiale”. Francesco ha anche ricordato che quanti incontrando Gesu’ gli chieevano aiuto esprimevano anche la loro fede “chiamandolo ‘Maestro’, ‘Figlio di Davide’ e ‘Signore’. Ed “a tutti Gesu’ rispondeva con lo sguardo della misericordia e il conforto della sua presenza”.
Ma la frase più discussa della mattinata è un’altra. “Ci sono persone che amano tanto i loro gatti e cani e poi non aiutano i vicini”. Questa categoria abbastanza diffusa nel mondo di oggi e’ stata evocata da Papa Francesco nella catechesi all’Udienza Giubilare tenuta in piazza San Pietro sotto una pioggia battente.
“Santo Padre, la capacità di amare non fa distinzioni. Chi ama gli animali sa amare i suoi simili, chi non sa provare affetti non ama né gli animali, né i vicini, né il suo prossimo. Lo ha detto San Francesco già 800 anni fa. Il Santo di cui Ella, Santità, ha scelto di portare il nome perché certo ne condivide l’insegnamento” ha replicato la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi.

