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Cronache
Papa Francesco: "Non poter portare il pane a casa toglie la dignità"

CAMPOBASSO - Lo aspettano in migliaia, sono arrivati da fuori, 100 mila pellegrini a Campobasso, 70 mila a Isernia. Sono passati 19 anni dall'ultima visita di un Papa in Molise. Da Giovanni Paolo II, che si recò nella piccola Regione due volte, nel 1983 a Termoli e nel 1995 a Campobasso e Agnone. Il capoluogo molisano è rimasto insonne, in attesa, alcuni negozi hanno aperto le porte alle 5 dell'alba in una città dove ci sono stati canti tutta la notte. Partito alle 7.45 dall'eliporto del Vaticano, l'elicottero dell'Aeronautica Militare che accompagna Papa Francesco è atterrato nel campus dell'Università del Molise in anticipo di dieci minuti sul programma. Ad accoglierlo l'arcivescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini e le autorità locali.

Accompagnato da un ristretto gruppo di collaboratori - tra i quali due arcivescovi di Curia, il sostituto della Segreteria di Stato Angelo Giovanni Becciu e il prefetto della Casa Pontificia Georg Gaenswein - Francesco alle 9 ha incontrato il mondo del lavoro e dell'industria nell'Aula Magna dell'Università degli Studi del Molise.

"Bisogna conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia", ha detto il Pontefice, "è un punto critico", che "ci permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo". Così "la domenica libera dal lavoro - eccettuati i servizi necessari - sta ad affermare che la priorità non è all'economico, ma all'umano". "Forse è giunto il momento di domandarci se quella di lavorare alla domenica è una vera libertà", ha aggiunto. Francesco ha aggiunto: "Vorrei unire la mia voce a quella di tanti lavoratori e imprenditori di questo territorio nel chiedere che possa attuarsi anche qui un 'patto per il lavoro'". Perché lavorare dà dignità. "Non avere lavoro non è solo non avere il necessario per vivere: no, noi possiamo mangiare tutti i giorni, andare alla Caritas o altre associazioni. Il problema è non portare il pane a casa, questo toglie la dignità", ha detto. "Il problema più grave non è la fame, è la dignità: dobbiamo difenderla e la dà il lavoro".

"Il peccato nostro è sfruttare la terra e non lasciare che ci dia quello che ha dentro". Papa Francesco ha risposto così alla denuncia di un giovane contadino (laureato in agraria) riguardo al tema della mancata "custodia" della natura. "Restare a fare il contadino sulla terra non è - ha osservato Bergoglio - rimanere fisso, è fare un dialogo per far diventare la terra feconda per tutti noi".

"Genitori, perdete tempo con i vostri bambini", ha detto  Francesco. "Quando andavo a confessare, nella diocesi - ha raccontato 'a braccio' -, nel caso arrivi una mamma o un papà giovani io chiedevo: quanti bambini hai? Poi un'altra domanda: tu giochi con i tuoi bambini? E la risposta era sempre: come padre?". "Stiamo perdendo questa scienza, di giocare con i bambini".

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