MAFIA: ANATEMA PAPA, GUAI A MADONNA CHE FA INCHINO DAVANTI A CASA BOSS
“Quando la Madonna si ferma e fa l’inchino davanti alla casa del capo mafia quello non va assolutamente”. E’ l’anatema del Papa alla pratica mafiosa che spesso è balzata agli onori della cronaca. “Vorrei dire qualcosa sulla pietà popolare, molto diffusa in queste terre. È un tesoro che va apprezzato e custodito, perché ha in sé una forza evangelizzatrice, ma sempre il protagonista deve essere lo Spirito Santo. Vi chiedo perciò di vigilare attentamente, affinché la religiosità popolare non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa, – dice il Papa riscuotendo gli applausi del clero siciliano nella cattedrale di Palermo- perché allora, anziché essere mezzo di affettuosa adorazione, diventa veicolo di corrotta ostentazione”. “Lo abbiamo visto nei giornali quando la Madonna si ferma e fa l’inchino davanti alla casa del capo mafia: quello non va assolutamente. Sulla pietà popolare aiutate, state presenti, un vescovo italiano mi ha detto questo: la pietà popolare è il sistema immunitario della Chiesa quando la Chiesa incomincia a farsi troppo ideologica o troppo pelagiana, la pietà popolare la corregge”.
Papa Francesco a Palermo: “Non si può credere in Dio ed essere mafiosi”
“A voi mafiosi dico: cambiate fratelli e sorelle, smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi. Se non fate questo, la vostra vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte. Altrimenti, la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte”. E’ il nuovo pressante appello del Papa ai mafiosi affinchè si convertano. Il passaggio viene accolto dall’applauso dei fedeli.
Bergoglio, celebrando la messa al Foro Italico di Palermo, nel corso dell’omelia si rivolge ancora una volta ai mafiosi: “Chi non fa nulla per contrastare l’ingiustizia non è un uomo e una donna giusti. Voi sapete che il sudario non ha tasche, non potreste portare niente con voi. Convertitevi al vero Dio, Gesù Cristo!”.
“Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso – dice il Papa -non vive da cristiano perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere. Se la litania mafiosa è: ‘Tu non sai chi sono io’, quella cristiana è: ”Io ho bisogno di te”. Se la minaccia mafiosa è: ”Tu me la pagherai”, la preghiera cristiana è: ”Signore, aiutami ad amare”.
PAPA FRANCESCO: SERVIRE IL POPOLO UNICO ‘POPULISMO CRISTIANO’, BASTA ACCUSE E CONTESE
“L’unico populismo possibile, l’unico ‘populismo cristiano’: sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese”. E’ il messaggio forte e chiaro che papa Francesco manda da Palermo, nel corso della messa celebrata al Foro Italico di Palermo. Riprendendo il Vangelo del giorno, Bergoglio si rifà all’invito di Gesù: ‘Se uno mi vuole servire, mi segua’. Mi segua, cioè si metta in cammino. Non si può seguire Gesù con le idee, bisogna darsi da fare. ‘Se ognuno fa qualcosa, si può fare molto’, ripeteva don Pino. Quanti di noi mettono in pratica queste sue parole? Oggi, davanti a lui domandiamoci: ‘Che cosa posso fare io? Che cosa posso fare per gli altri, per la Chiesa?’. Non aspettare che la Chiesa faccia qualcosa per te, comincia tu. Non aspettare la società, inizia tu! Non pensare a te stesso, non fuggire dalla tua responsabilità, scegli l’amore! Senti la vita della tua gente che ha bisogno, ascolta il tuo popolo. Abbiate paura della sordità”. Francesco nella terra di don Pino Puglisi assassinato dalla mafia invita a non disperdere il suo esempio: “Così ha fatto padre Pino, povero fra i poveri della sua terra. Nella sua stanza la sedia dove studiava era rotta. Ma la sedia non era il centro della vita, perché non stava seduto a riposare, ma viveva in cammino per amare. Ecco la mentalità vincente. Ecco la vittoria della fede, che nasce dal dono quotidiano di sé. Ecco la vittoria della fede, che porta il sorriso di Dio sulle strade del mondo. Ecco la vittoria della fede, che nasce dallo scandalo del martirio. ‘Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici’. Queste parole di Gesù, scritte sulla tomba di don Puglisi, ricordano a tutti che dare la vita è stato il segreto della sua vittoria, il segreto di una vita bella. Oggi scegliamo anche noi una vita bella”.
