di Ernesto Vergani
D’accordo. Viviamo nell’epoca della comunicazione, del marketing della politica, della PNL (Programmazione neuro linguistica) e via discorrendo. E’ anche vero che il successo è come l’acqua salata: più se ne beve, più si ha sete. La sovraesposizione mediatica di molti personaggi pubblici è comunque eccessiva.
Papa Francesco, dall’alto della sua autorevolezza planetaria, ieri ha invitato tutti a uno stop: “Fermatevi! Per favore fermatevi!”. La richiesta era rivolta al sia al conflitto israelo-palestinese sia a quello ucraino.
Intanto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha accolto la nave Concordia nel porto di Genova. Con un atteggiamento sminuente, apparentemente opposto a quello di Francesco. Renzi ha detto: “Voglio semplicemente ringraziare: ciò che sembrava impossibile, è stato possibile”.
Entrambi dimostrano di essere presenti. I fatti importanti del mondo e dell’Italia li vedono indiscussi protagonisti. E’ però fondamentale anche una regola essenziale della comunicazione. L’eccezionalità. La parsimonia degli interventi. E basti pensare al discorso alla luna di Papa Giovanni XXIII. Altrimenti si ottiene l’effetto contrario. La sovraesposizione mediatica indebolisce il messaggio. Ha valore ciò che è raro. “Il fanatismo è un dubbio ipercompensato”, ha scritto Carl Gustav Jung.
